“Il tempo nelle mani” pezzi d’arte di Orsini ebanista e partigiano

21 Maggio 2014

TERAMO. Ercole Vincenzo Orsini (1901-1943) viene ricordato come antifascista, personaggio di rilievo della Resistenza teramana, nel 1979 medaglia d’oro al valor militare alla memoria. A lui sono...

TERAMO. Ercole Vincenzo Orsini (1901-1943) viene ricordato come antifascista, personaggio di rilievo della Resistenza teramana, nel 1979 medaglia d’oro al valor militare alla memoria. A lui sono intitolate due piazze centrali, nella natia Montorio al Vomano e a Teramo. Una lapide, dettata nel 1976 dallo storico Riccardo Cerulli, lo ricorda a Teramo a pochi metri da via Vittorio Veneto, dove si trovava il laboratorio di Orsini, maestro ebanista e liutatio.

Proprio in quel laboratorio si riunivano negli anni del regime gli antifascisti e i democratici teramani. Un’attività, condotta come capo del Partito comunista clandestino, sfociata nella lotta di Liberazione con la battaglia di Bosco Martese del settembre 1943. Pochi mesi dopo, Orsini fu riconosciuto inseguito e ucciso a Montorio dai militari del battaglione M. Lo scorso 13 dicembre, nel 70° anniversario della morte, l’Istituto abruzzese per la storia della Resistenza organizzò a Montorio un convegno, “Ercole Vincenzo Orsini: il politico e l’artista”, accompagnato da una mostra fotografica dei mobili creati dal maestro. Ora la mostra è a Teramo nel museo archeologico Savini. “Ercole Vincenzo Orsini. Il tempo nelle mani” il titolo della galleria di immagini che documentano il valore di alto artigianato dei lavori del grande montoriese. Inaugurata nell’ambito della Settimana della cultura teramana promossa dal Comune, l’esposizione resterà allestita fino al 31 maggio. Nelle fotografie, realizzate grazie alla disponibilità di famiglie e enti teramani e montoriesi e messe a disposizione dal nipote di Orsini, che porta lo stesso nome dello zio, si possono apprezzare maestria e modernità. Pezzi realizzati soprattutto negli anni Trenta, per privati e enti, insieme al fratello Gilberto. Credenze, cassettoni, scrivanie, tavoli, mobili bar, buffet e controbuffet, vetrinette, specchiere, camere da letto e sale da pranzo, scaloni. Lavori in legno di acero, pino, ciliegio, piuma di noce, con intarsi e filettature in mogano, ebano, bosso. La maggior parte di questi pezzi si trova in abitazioni private e può essere ammirata solo nelle fotografie della mostra.

Ma nella Prefettura di Teramo si può vedere la scalinata e in municipio una tondeggiante scrivania e altri arredi. Artigianato artistico che rivela abilità e creatività di Orsini, come sottolinea Paola Di Felice, direttore del Polo museale di Teramo: «Orsini è attento al vento di novità che spira in Europa, sia che realizzi mobili con impiallacciatura a fiamma che, ereditata dagli arredi inglesi di prestigio nel ‘700, entra nel lessico decorativo di tutto il continente, sia che riproponga il tema della “marqueterie”, che il Nostro esprime con l’uso di essenze di diverso colore per realizzare piani decorati con motivi geometrici, sia che riproponga la semplicità di forme di origine americana, che diffondono l’immagine di mobili semplici ma di ottima fattura, sia che attinga al movimento Arts and Crafts. Tutti oggetti di uso comune semplicemente belli».

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