Il tenente colonnello Di Pietro lascia Pescara per Ancona

PESCARA. Il tenente colonnello dei carabinieri Massimiliano Di Pietro lascia l’Abruzzo dopo cinque anni alla guida del nucleo investigativo del comando provinciale di Pescara.Di Pietro da domani è in...
PESCARA. Il tenente colonnello dei carabinieri Massimiliano Di Pietro lascia l’Abruzzo dopo cinque anni alla guida del nucleo investigativo del comando provinciale di Pescara.
Di Pietro da domani è in servizio alla legione Marche di Ancona. Prima di trasferirsi a Pescara, era stato per sette anni alla compagnia sette, e in precedenza a Bologna.
«È stata un’esperienza entusiasmante», dice il militare dei suoi anni qui, «abbiamo fatto tante cose sul territorio, tante indagini».
Tra i casi più noti affrontati da Di Pietro, c’è l’omicidio dell’ex maresciallo dell’aeronautica Gabriele Giammarino, ucciso nella sua abitazione di Penne il 13 settembre 2015 da Mirko Giancaterino. Alla base di quel delitto, ci fu un raptus scatenato dal rifiuto da parte dell’80enne di consegnare del denaro all’assassino, allora 40enne.
Altra operazione che ha visto impegnato il tenente colonnello è stata quella dell’arresto di Maksym Chernysh, l’ucraino condannato per il duplice omicidio di Arkadiusz Miksza e della madre Krystyna, entrambi polacchi, avvenuto il 24 gennaio del 2016 in una mansarda di via Tibullo a Pescara.
Di Pietro si è occupato poi del femminicidio di Jennifer Sterlecchini, la giovane pescarese uccisa il 2 dicembre 2016 dall’ex fidanzato Davide Troilo, arrestato in flagranza di reato mentre si trovava ancora nella villetta dove, al termine di una lite, uccise a coltellate la ragazza che lo aveva lasciato e che era andata a prendere le ultime cose.
Di Pietro negli ultimi anni ha seguito infine le indagini per l’assassinio di Alessandro Neri, 28enne di Spoltore trovato senza vita l’8 marzo 2018 a Fosso Vallelunga, un caso tutt’ora insoluto ma sul quale gli investigatori continuano a profondere ogni energia per riuscire a stringere il cerchio sul responsabile, con l’obiettivo di dare una risposta alla città entro pochi mesi.
«Era giusto cambiare come prevede il nostro percorso», conclude Di Pietro, «vado via soddisfatto del lavoro fatto e lascio un bel reparto».(a.r.)
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