Il terrorista dell’Isis viveva a Colonnella

22 Novembre 2018

Catturato a Milano dai super agenti del Nocs un 22enne egiziano. Mentre lo arrestano urla: «Sono pronto a fare la guerra»

TERAMO. Combattere per la jihad era diventata la sua missione «perché», scriveva, «arriverà il momento in cui andrò a fare la guerra insieme a loro». Il lupo solitario dell’Isis di giorno faceva le pulizie con una ditta che aveva l'appalto al McDonald's di Colonnella, di notte pregava «che la legge di Allah copra tutta la terra». Non era un personaggio qualsiasi Issam Shalabi, egiziano di 22 anni, arrestato in piena notte in un appartamento a Milano con un blitz dei Nocs dopo essere stato seguito dalle polizie di mezza Italia. Nella capitale lombarda c’era arrivato ad agosto dopo qualche anno trascorso a Colonnella dove, dice il questore di Teramo Enrico De Simone «si era radicalizzato cambiando anche nel modo di vestirsi, si era fatto crescere la barba e trascorreva le giornate solo tra preghiera e lavoro». Perché è stato proprio durante la sua permanenza a Colonnella che il lupo solitario è diventato un sorvegliato speciale della Digos teramana (diretta dal vice questore aggiunto Luca Benedetti) e di quella aquilana (diretta dal vice questore Antonio Bocelli). Gli investigatori, con quelli della Postale, lo hanno seguito per 24 ore al giorno, ne hanno monitorato in diretta ogni messaggio su chat e vari social, hanno ascoltato ogni sua conversazione. Con il timore che potesse colpire da un momento all’altro. All’estero, forse in Francia, ma anche in Italia.
LA CHAT DELL’ISIS. Il suo nome finisce nei controlli della polizia nel dicembre del 2017 quando la sua presenza viene segnalata tra i militanti islamici frequentatori di un gruppo Whatsapp. Si scopre che Shalabi, arrivato in Italia sette anni fa per un ricongiungimento familiare con il padre, è il leader di un gruppo di tre giovanissimi profondamente radicalizzati che vivono a Colonnella. Dopo l’Abruzzo si sposta a Cuneo e infine a Milano dove trova lavoro in nero presso una ditta che eseguiva manutenzione stradale.
Ma il suo impiego, dicono le indagini, è tutt'altro ed è lui stesso nelle conversazioni intercettate a definirsi un lupo solitario. «Ognuno di noi si muove per conto proprio, ognuno percorre la via più conveniente per il martirio» scrive. Nel capoluogo lombardo Shalabi segue le regole della clandestinità, farsi notare poco e muoversi molto: basti pensare che solo negli ultimi due mesi cambia quattro abitazioni .
LA DONNA SGOZZATA. E sul fatto che fosse organico all’Isis gli investigatori della polizia postale non hanno dubbi, dopo aver ascoltato 1.700 file audio (decine dei quali con il logo di “Dabiq”, la rivista ufficiale del Califfato) e analizzato 110mila screenshot delle chat di Telegram. Lì dentro c'era il bando di reclutamento per i soldati del jihad e una sorta di “mattinale dell'Isis”, con tanto di risultati conseguiti la settimana prima in termini di morti e feriti. Ma non solo: era Shalabi stesso a rilasciare le credenziali per consentire l'accesso a determinati canali Telegram; password che arrivavano direttamente da chi gestiva “Amaq”, l'agenzia stampa di Daesh. Un giorno gli investigatori lo hanno sentito commentare così il video di una donna sgozzata in una vasca da bagno: «Mi ha mandato a dire che io debba sgozzarla e così via... ma sei io sgozzo la sgozzo lì (nella vasca, ndr), vedrei il suo sguardo».
GLI ALTRI DUE. Con Shalabi, accusato di associazione con finalità di terrorismo, istigazione e apologia di terrorismo, sono indagati anche i suoi due connazionali, Omar Mohamed Ibrahim, di 21 anni residente a Colonnella e un 23enne residente a Piacenza. Al primo è stato notificato un decreto di espulsione del ministro, il secondo è ricercato all'estero. Le abitazioni di entrambi sono state perquisite ed è stato trovato diverso materiale che ora dovrà essere analizzato dagli investigatori per capire quanti altri siano stati raggiunti dalla propaganda di Shalabi e trasformati in possibili terroristi.
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