Il tesoro nascosto sotto la chiesa

19 Febbraio 2016

Città Sant’Angelo: dai sotterranei di San Bernardo, Italia Nostra porta alla luce ossari e antichi affreschi

SANT’ANGELO. C’è una realtà sotterranea a Città Sant’Angelo, un piccolo tesoro artistico e culturale fatto di volte, archi, pietre, cunicoli e anche porzioni di affreschi ben visibili.

Ci sono poi resti di ossa umane che parlano della funzione che quei locali hanno avuto in epoca prenapoleonica, quando non esistevano i cimiteri e i corpi dei defunti venivano sepolti sotto le chiese.

Nel piccolo borgo angolano, ci sono ancora tanti segreti da scoprire e tutelare. Uno di questi è sotto la chiesa di San Bernardo, nel cuore del centro storico. Proprio in questi ambienti alcuni componenti della locale sezione di Italia Nostra sono entrati di recente per portare alla luce foto a colori che mostrano una pagina del passato ricca di fascino e degna di interesse.

«In quella chiesa si racconta che ci siano tre punti sotterranei da riscoprire», commenta Giovanni Di Gregorio, di Italia Nostra, che ha scattato le foto in questi locali, « noi siamo entrati nell’unico accessibile. L’ultima volta che qualcuno ci ha messo piede risale a circa 30 anni fa, quando furono scattare le foto, ma in bianco e nero. Stavolta emergono bene i colori, un bell’affresco che dovrebbe essere preso in considerazione, per studiarne epoche e stile. E’ un posto affascinante, che merita attenzione».

Ed è questo che chiedono i membri di Italia Nostra, che i tesori nascosti sotto questo incantevole borgo possano riemergere per essere aperti al pubblico, laddove possibile, e studiati.

Per accedere ai cunicoli nei quali si è addentrato Di Gregorio si passa da una botola presente nella chiesa.

La zona è quella a ovest del paese, in contrada Casale, che fino a settanta anni fa ha ospitato il ghetto ebraico. Ad aiutare i membri dell'associazione, in questa suggestiva visita, è stato il parroco don Michele, oggi trasferito in altra chiesa.

«Il sacerdote», spiega ancora Di Gregorio, «prese molto a cuore questa storia, e ci ha accompagnato. Oggi il parroco della chiesa è don Camillo, anche lui sensibile a tutto questo. C’è anche un risvolto sacro e cristiano da prendere in considerazione: tanti sono i resti di ossa umane in quegli ambienti dato che prima di Napoleone, sotto le chiese c’erano gli ossari. C’è poi, ovviamente, l’aspetto artistico che è certamente degno di nota».

Negli anni ’80 questo luogo fu raccontato nel libro “Città Sant’Angelo. Ipotesi di un racconto per immagini”.

«Quel libro», commenta ancora Di Gregorio, «è acquistabile online e mostra scatti in bianco e nero del fotografo Bruno Mazzocchetti, ed è un documento significativo curato anche dall'ex-sindaco Graziano Gabriele e dal professore Massimo D'Arpizio».

« Speriamo adesso», conclude Di Gregorio, «di poter essere altrettanto utili per riscoprire le bellezze di una cittadina già ricchissima di arte e storia, ma ancora tutta da conoscere».

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