Il titolare di Shangai: salvo perché ero fuori

6 Dicembre 2018

PESCARA. Agosto 2017, via Carducci, pieno centro. Il «movimento della notte bianca ha coperto i rumori dei ladri nel mio appartamento che hanno distrutto persino i pavimenti e che poi sono scappati...

PESCARA. Agosto 2017, via Carducci, pieno centro. Il «movimento della notte bianca ha coperto i rumori dei ladri nel mio appartamento che hanno distrutto persino i pavimenti e che poi sono scappati con borse, oro e soldi custoditi in cassaforte». Il furto in casa, regolarmente denunciato, Zhu Janwen (Franco per tutti) , titolare dello stabilimento Shangai, riviera centrale, lo ha scoperto «alle due di notte, dopo aver chiuso il locale. Se fossi stato in casa, non so cosa sarebbe potuto accadere». Il pensiero va «all’amico Ye Liang Shi che è una bravissima persona».
Anche in quel caso «i ladri, che non sono mai stati presi, indossavano i guanti». Il commento di Franco è il medesimo dei familiari dell’imprenditore di Hai Bin: «I ladri pensano che abbiamo i soldi, per questo ci tengono sotto tiro. In Italia i banditi fanno quello che vogliono perché non c’è certezza della pena, in Cina li avrebbero presi e messi in galera». La comunità cinese è restia a denunciare. Ed è la prima volta che si apre a taccuini e tv, come hanno fatto i ristoratori di Hai Bin che hanno voluto rompere il muro del silenzio sugli ultimi fatti criminosi.
Stesse modalità, «due ragazzi giovani e un palo donna», per il furto di ori e gioielli in casa di kela, dipendente del ristorante Shangai. I fatti accaduti «tra l’estate e l’autunno dello scorso anno» e anche in quel caso «è stato usato un cacciavite». (c.co.)