Il Tortuga resta in abbandono, adesso il caso arriva in Comune

8 Marzo 2023

Domani una seduta della commissione Garanzia dedicata allo stabilimento distrutto da un incendio Da due anni il locale è ancora danneggiato: mai eseguito il restauro, all’interno gli arredi carbonizzati

MONTESILVANO. Qual è il futuro del Tortuga? A chiederselo, ormai da un paio di anni, sono i residenti e i villeggianti del quartiere di Santa Filomena che, dal 15 aprile del 2021, giorno del rogo che ha distrutto lo stabilimento nonché tempio della movida adriatica al confine tra Montesilvano e Pescara, non solo non possono contare sulla struttura e sul relativo tratto di spiaggia, ma soprattutto sono costretti a fare i conti con una struttura pericolante e abbandonata nel degrado. Le fiamme che hanno avvolto alcuni rifiuti sul tetto terrazzato del lido, nel pomeriggio di lunedì, hanno riacceso i riflettori sullo stabilimento di cui non si conosce, per il momento, il futuro. Dal giorno del rogo, infatti, la struttura non ha subito nessun intervento e appare ancora dilaniata dalle fiamme, soprattutto sul lato mare. È qui che l’incendio è partito nel 2021, mandando in fumo il bar e il ristorante e causando l’esplosione delle vetrate della struttura. Quel che resta dell’attività di ristorazione, seppure sotto forma di lamiere annerire e deformate e di elettrodomestici e mobili carbonizzati, è ancora oggi ben visibile e facilmente raggiungibile oltrepassando, in maniera incauta, le transenne posizionate dal Comune di Montesilvano.
Decisamente più facile da raggiungere, a rischio e pericolo dei passanti, soprattutto bambini e animali, è invece la parte esterna che una volta conduceva alla piscina e ai tavoli all’aperto, dove la recinzione in vetro, in parte danneggiata dall’incendio, in parte vandalizzata nel tempo, è ridotta in pericolosi frantumi. Così come i bagni esterni dello stabilimento, parzialmente interdetti solo dalla presenza di un pedalò, dove i teppisti con le loro bombolette spray hanno avuto libero accesso per compiere i loro gesti incivili. Se nel primo periodo, alla luce delle indagini in corso sul rogo, la struttura era stata posta sotto sequestro, da tempo ormai lo stabilimento è stato dissequestrato e non si comprendono le ragioni di tale abbandono, legate probabilmente alla storia non proprio semplice del Tortuga. La gestione, infatti, è in capo al Tribunale di Chieti che, a sua volta, lo aveva affidato prima alla famiglia Vaccaro e poi, poco prima dell’incendio, a Daniele Capperi che il Centro ha provato a contattare, ieri, senza successo.
Per far luce sulla situazione del Tortuga, la minoranza in consiglio comunale ha convocato per domani una commissione Garanzia: «Da due anni c’è uno stabile da mettere in sicurezza», evidenzia il presidente Pd Antonio Saccone. «Se non lo si fa, la responsabilità potrebbe ricadere su di noi, per cui abbiamo chiesto all’assessore al Demanio Deborah Comardi, di assumere tutte le informazioni necessarie per poter riferire in commissione quale sia la reale situazione, anche in merito a un ripresa dell’attività che viene da tempo sollecitata dai residenti e dai villeggianti della zona».