Il traforo del Gran Sasso resta aperto per tre mesi

2 Ottobre 2020

I lavori di controllo delle gallerie dovranno essere eseguiti entro il 31 dicembre Il ministero dei Trasporti non concederà proroghe. Ieri il vertice all’Aquila

L'AQUILA . Sarà una corsa contro il tempo per scongiurare la chiusura del traforo. La data ultima per il controllo annuale approfondito della calotta delle gallerie del Gran Sasso, tramite georadar e controlli ispettivi visibili, è il 31 dicembre. Il ministero dei Trasporti non concederà proroghe. È quanto emerso nell'audizione della seconda Commissione consiliare territorio della Regione, convocata su richiesta del consigliere di minoranza, Pierpaolo Pietrucci (Pd), in merito alla questione Gran Sasso. Intanto, Strada dei parchi ha depositato, il 29 settembre, l'istanza di Vinca alla Regione. La Valutazione di incidenza ambientale, richiesta a gran voce del parco del Gran Sasso-Monti della Laga, che ha scritto anche alla Procura di Teramo, seguirà una procedura d'urgenza: entro quindici giorni dovrebbe essere evasa. Ma, poi, ci sarà da fare tutto il resto, con la pulizia della calotta tramite l'aspirazione delle polveri. Operazione che la concessionaria ha programmato tra il 15 ottobre e il 15 novembre, con la chiusura al transito del traforo, di notte.
SÌ ALLA VINCA. Entro il 15 ottobre dovrebbe arrivare il parere della Regione. «Tempi risicati per gli interventi», li definisce il commissario straordinario, Corrado Gisonni. «Mi ritengo molto soddisfatto dall'audizione perché sono state colte le reali criticità del sistema idrico e le difficoltà che devono essere superate per consentire al commissario di avere possibilità di azione», afferma, «è, comunque, imprescindibile una partecipazione costruttiva da parte di tutti gli enti coinvolti: la messa in sicurezza del Gran Sasso è una strada che si può percorrere solo se tutti gli enti e soggetti coinvolti sono collaborativi nell'interesse del territorio». Dopo la "ripulitura" della calotta delle gallerie, si procederà al completamento delle ispezioni, che saranno a carico della struttura commissariale «per valutare il quadro conoscitivo del sistema prima di passare alla progettazione degli interventi».
L'INTERVENTO. In cassa ci sono 120 milioni di euro, di cui 20 milioni già disponibili e 100 milioni già stanziati, che il ministero delle Infrastrutture trasferirà nel 2021. Soldi che serviranno per gli interventi di messa in sicurezza del sistema idrico del Gran Sasso. La Vinca richiesta dal parco Gran Sasso, dilaterà, gioco-forza, i tempi: «Da parte mia non c'è mai stato nessun intento polemico con il Parco», chiarisce Gisonni, «ma è chiaro che ci deve essere collaborazione: resto del parere che la situazione poteva essere gestita diversamente, nell'ambito del protocollo d'intesa sottoscritto il 7 settembre 2017, che prevedeva una serie di interventi coordinati all'interno del tavolo di concertazione. La procedura poteva essere molto più snella evitando, così, ulteriori passaggi».
METODO ALTERNATIVO. Nell'audizione in Regione, Strada dei Parchi è stata chiara e ha dettato le tempistiche, definendo anche le modalità di intervento. «Considerati i tempi tecnici necessari all'espletamento della procedura Vinca", ha detto Strada dei Parchi, «che avrebbero, di fatto, reso impossibile l'ispezione trimestrale entro il 30 settembre, abbiamo proposto al Mit una metodologia alternativa di indagine tale da garantire, anche in assenza di pulizia della calotta, la medesima efficacia nella valutazione dei difetti presenti nelle gallerie del traforo. Procedura che ha consentito di ultimare, due notti fa, l'ispezione parziale». Nel frattempo, è stato messo a punto un intervento di pulizia per aspirazione, che verrà effettuato tra il 15 ottobre e il 15 novembre, con 18 macchine aspiratrici e 15 squadre operative. Per l'attività di pulitura della volta delle gallerie Strada dei Parchi ha presentato una proposta alternativa, che prevede l'aspirazione dei depositi e delle polveri, senza l'utilizzo dell'acqua.
PARERE NECESSARIO. «Non posso non sottolineare come intervenga un passaggio amministrativo obbligatorio per legge», afferma il presidente del parco Gran Sasso, Tommaso Navarra, in relazione alla Vinca, «purtroppo si è perso tempo e non voglio pensare che ciò sia intervenuto a cagione della non conoscenza delle norme oppure sulla errata convinzione della loro bypassabilità, ad opera di chi, pubblicamente, ha dichiarato che la procedura in questione fosse derogabile. Invito il commissario Gisonni ad accelerare i profili di studio e di intervento normativamente delegati ormai da quasi un anno, con la preposizione a struttura commissariale che, dotata di fondi di estremo rilievo, saprà darci, in tempi più celeri, utili riscontri delle attività svolte». Nel suo intervento, Pietrucci ha chiesto chiarimenti sull'intero cronoprogramma, sollecitando anche la riattivazione del tavolo permanente, «con il coinvolgimento delle prefetture dell'Aquila e di Teramo. Terremo alta l'attenzione perché vengano posti in essere tutti gli adempimenti necessari alla sicurezza dei cittadini e dell'ambiente».
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