Il tribunale strapieno Grillo accolto da star

21 Maggio 2014

Applausi e cori di attivisti all’asta della casa dell’imprenditore Buttiglione «Vinceremo noi e cancelleremo Equitalia, il problema di uno è di tutti noi»

PESCARA. Urlano «Beppe, Beppe» con le mani rivolte verso il cielo. All’arrivo del camper del leader del Movimento 5 Stelle, nel piazzale esterno del tribunale di Pescara, la folla si scioglie in un applauso rumoroso. In migliaia si sbracciano e lo acclamano come una star, cercando a tutti i costi di stringergli la mano e, magari, strappargli una foto ricordo tra la calca di attivisti, simpatizzanti, candidati da tutto l’Abruzzo e cittadini arrivati da diverse città d’Italia per portare la propria solidarietà a Silvio Buttiglione.

C’è la folla delle grandi occasioni per accogliere Beppe Grillo nella sua giornata pescarese. «Lo Stato italiano ci ha abbandonato», dice qualcuno. «Devono andare tutti a casa», rispondono tutti gli altri. E giù applausi e standing ovation. Sono le 15,35 quando i sostenitori di Grillo e dell’ex imprenditore con la sua prima casa messa all’asta, a causa di un debito nei confronti di una banca e di Equitalia, si radunano davanti al camper dei grillini. Pochi minuti prima a calamitare l’attenzione della piazza era stato Luigi Di Maio, il vicepresidente della Camera dei deputati che qualche settimana fa aveva invitato a Montecitorio Buttiglione e Tiziana Marrone, la vedova di un artigiano che due anni fa si è dato fuoco a Bologna davanti all’Agenzia delle entrate. Da ieri, Buttiglione ha la dimostrazione concreta che non è più da solo nella sua lotta contro il sistema nazionale di riscossione dei tributi. La star del giorno, Beppe Grillo, impiega dieci minuti prima di scendere dal camper e tentare di glissare la fiumana di telecamere e macchine da presa che lo insegue fin dal suo arrivo in città, nel pomeriggio di ieri, qualche ora prima del comizio, ma in tempo per partecipare all’asta fallimentare di Buttiglione. Prima si affaccia dal finestrino con la sua testa riccioluta bianca, poi si decide a buttarsi tra la gente, affiancato dall’ex imprenditore e dalla vedova Campaniello. È un bagno di folla. Un imponente dispiegamento di forze dell’ordine e personale di sicurezza accompagna l’entrata nell’aula della sezione civile dove ci sarà la prima udienza dell’asta fallimentare. Nessuna parola su Pescara e sulla situazione elettorale, c’è spazio solo per il dramma di Buttiglione e per la legge sull’abolizione di Equitalia che sarà portata a Montecitorio il 27 maggio, subito dopo il voto. «Equitalia: il patibolo degli italiani», si legge su uno striscione esposto da alcuni attivisti di Chieti. «Siamo venuti qui per Silvio perché siamo una sola comunità», raccontano alcune ragazze riunite in gruppo nella sala d’attesa del tribunale, «siamo arrivati dall’Aquila, da Vasto e da Parma perché il problema di uno è il problema di tutti».

Tra la folla ci sono i candidati sindaco al Comune di Pescara Enrica Sabatini e a Montesilvano Manuel Anelli e alla Regione Abruzzo Sara Marcozzi. Si discute della forza del Movimento, dell’attenzione ai problemi della gente comune e tanti altri casi simili a quello dell’ex imprenditore Buttiglione.

Intanto la città inizia a blindarsi: sotto controllo non c’è solo la zona del tribunale, ma anche il centro cittadino e piazza Primo maggio, dove il leader pentastellato è atteso per il comizio di chiusura della campagna elettorale del Movimento 5 Stelle abruzzese.

In aula l’udienza civile dura circa un’ora e l’asta va deserta. Grillo e Di Maio escono di scena, evitando i flash e le domande dei giornalisti. Nessun giro per la città, ma rientrano in albergo per riprendere fiato prima della manifestazione serale, un altro bagno di folla.

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