«Il Tsa all’ultimo posto? Lo farò rinascere»

Il ministero boccia il Teatro stabile d’Abruzzo. Ma Cristicchi, direttore artistico, accetta la sfida e rilancia
L'AQUILA . Con soli 13,50 punti in totale, il Teatro Stabile d'Abruzzo è fanalino di coda nella valutazione artistica del ministero per i Beni e le attività culturali.
La classifica, pubblicata sul sito del Mibac, è impietosa per il Tsa che ottiene solo un punto per la qualità della direzione artistica. Notizia che arriva proprio alla vigilia del debutto dello spettacolo di Simone Cristicchi, l'eclettico direttore artistico dello Stabile abruzzese che non si scoraggia e dichiara: «In cantiere abbiamo molto progetti. Sarò anche l'ultimo della lista, ma intorno a me c'è un bel clima, lo avverto anche in città». Alla guida del Tsa da novembre dello scorso anno, Cristicchi, che ha raccolto il testimone di Alessandro D'Alatri, vuole portare avanti un'idea di teatro basata sulla narrazione. L'attore al centro della scena, senza grandi scenografie o orpelli. Ma la bocciatura del Mibac, che pone il Tsa in coda alla classifica, è arrivata come una doccia fredda. Scorrendo la scheda del Teatro Stabile d'Abruzzo, si riscontrano punteggi molto bassi: appena un punto assegnato per la qualità della direzione artistica, gli interventi di educazione e promozione al pubblico, a carattere continuativo, realizzati anche attraverso rapporti con università e scuole per l'avvicinamento dei giovani, nonché per la continuità pluriennale del soggetto e l'affidabilità gestionale.
Un punto e mezzo va alla qualità professionale del personale scritturato e all'integrazione con strutture e attività del sistema culturale, mentre la voce sviluppo, creazione e partecipazione a reti nazionali e internazionali ottiene appena mezzo punto. Si sale a due, nel punteggio, per capacità di assicurare progetti produttivi coerenti con una chiara ed organica linea artistica e culturale, solidamente accreditata sul piano regionale di riferimento, ma anche ampiamente riconosciuta per capacità di innovazione e di assunzione del rischio culturale sul piano nazionale e per la capacità di assicurare, nel proprio territorio, attraverso ospitalità, anche a carattere multidisciplinare, un'esperienza culturale differenziata, continuativa e innovativa. Tre punti vanno solo alla qualità artistica del progetto. E se il Tsa ha dovuto competere con calibri come la Fondazione teatro di Napoli e la Fondazione Teatro Piemonte, è pur vero che il punteggio assegnato non soddisfa. «Sono arrivato da poco», dice Cristicchi, «ma non mi scoraggio. Abbiamo molti progetti da mettere in campo, che puntano sulla memoria della città con il coinvolgimento dell'Università e delle scuole superiori. Ci si deve scontrare con parametri ministeriali che sono avulsi dal mio lavoro e dal mio contesto artistico».
Monica Pelliccione

