Il turismo riparte dalle grotte

Dal governo arrivano due milioni di euro. Il senatore D’Alfonso primo firmatario dell’iniziativa
Arriva una boccata d'ossigeno da 2 milioni di euro anche per gli enti gestori a fini turistici di siti speleologici e grotte situati nei territori dei Comuni, anche aderenti all'Associazione nazionale città delle grotte, messi in ginocchio dalle perdite subite in quest'anno di pandemia. Arrivano grazie all'importante risultato ottenuto con l'approvazione dell'emendamento della maggioranza di Governo a prima firma del senatore Luciano D'Alfonso, parte attiva per il raggiungimento di questo risultato in quanto presidente della sesta Commissione Finanze e Tesoro del Senato.
«La misura varata», spiega D'Alfonso, «è stata sollecitata da molti sindaci che avevano le grotte come attrazione turistica nel proprio territorio. Penso ai Comuni abruzzesi più significativi: Taranta Peligna, Sante Marie, Carsoli, Lettomanoppello, San Valentino, Roccamorice, ma anche San Demetrio dei Vestini, così come i grandi Comuni della Puglia che hanno dato anche sostanza a questa parte di attrazione che il buon Dio ci ha dato nel sottosuolo». Si tratta di misure importanti per il territorio abruzzese, di un recupero di archeologia industriale che solo l'Abruzzo può avere grazie al suo territorio. «Una misura, un gesto significativo per la filiera delle città delle grotte», aggiunge il senatore, «che mette insieme le cittadine non solo abruzzesi, ma anche le mitiche cittadine pugliesi, che dispongono di questi giacimenti di ingresso al sottosuolo attraverso le grotte, che sono anche uno dei diamanti della collocazione turistica italiana. Ebbene, questa iniziativa del Senato ha fatto sì che anche le interruzioni patite da queste città finalmente trovino rubrica nella normativa della Repubblica Italiana».
Piena soddisfazione a riguardo ha espresso anche il direttore della Città delle grotte, Marcello Di Martino: «Oggi siamo molto contenti perché siamo riusciti ad ottenere questa disponibilità finanziaria di 2 milioni di euro che consentirà a tutto il sistema di avere una nuova linfa vitale dopo il disastro finanziario che il sistema ha subìto durante questi mesi di emergenza Covid. Noi abbiamo avuto perdite», aggiunge Di Martino, «di 4-5 milioni di euro da questa emergenza. Ci auguriamo che queste risorse possano da un lato ridare linfa vitale alle grotte e ai Comuni che le gestiscono, ma servire anche come promozione su tutto il territorio nazionale del sistema stesso».
Il senatore D'Alfonso ha poi voluto evidenziare le misure adottate con i quattro decreti Ristori e quelle che arriveranno fra qualche giorno con il decreto Ristori 5 Final. «Le misure dei decreti legge riguardano orizzontalmente quasi tutti i settori di attività, ma è bene far conoscere a tutti alcune misure passate non con l'adeguata osservazione. L'aiuto alle edicole, settore mai coperto in passato; l'aiuto per quanto riguarda l'occupazione del suolo pubblico per le attività commerciali più fragili, oppure le misure di aiuto per i ricercatori che fanno innovazione al servizio delle università e delle industrie». Un cenno è stato fatto anche alle nuove misure che entreranno in vigore fra qualche giorno, che hanno visto relatore lo stesso D'Alfonso. «Ci sono 44 miliardi di euro per aiutare le imprese che hanno fatturati da 50 milioni di euro in su: fondi per aiutare alcuni settori nevralgici della nostra economia. Come ad esempio il settore del turismo, della gastronomia, degli alberghi, il sistema strategico dei trasporti: questo vuol dire che c'è uno sforzo dell'ordinamento ad aiutare le imprese piccole e grandi, anche se molto dovrà essere ancora fatto. Con il decreto legge 5 andremo anche oltre i codici Ateco che sono importanti per velocizzare le misure, ma che trascurano alcuni interstizi dell'economia». L'obiettivo del presidente della Commissione finanze e tesoro è dunque quello di cercare di fare in modo che anche «i giusti lamenti e i richiami delle piccole attività commerciali di Pescara e non solo, entrino in questo decreto legge. È la categoria del danno che va aiutata: ci sono 20 miliardi di euro e quindi non possiamo sbagliare».

