«Il turismo è vivo, non si crea lavoro ospitando profughi»

Gli albergatori criticano la scelta del titolare dell’Ariminum che ha trasformato l’hotel in un centro d’accoglienza
MONTESILVANO. «Ospitare i profughi è una scelta facile, non da imprenditore». È il punto di vista di Adriano Tocco, consigliere comunale e rappresentante del Consorzio Grandi Alberghi, in merito alle recenti polemiche alimentate dalla presenza di centinaia di profughi che, da oltre un anno, vengono accolti dall’Hotel Ariminum.
Una presa di posizione che arriva all’indomani delle dichiarazioni di Antonio Felicioni, titolare dell’hotel divenuto centro di accoglienza, che ha sottolineato invece come la scelta di ospitare i rifugiati sia stata dettata soprattutto dalla necessità di dover lavorare. Una strada intrapresa, a detta dell’imprenditore, soprattutto in virtù della convinzione che il turismo a Montesilvano sia ormai morto. Parole che Tocco respinge con decisione.
«Chiunque è libero di fare la scelta di ospitare queste persone in difficoltà», premette. «A nostro avviso, però, c’è un problema a monte, perché sarebbe bastato fare un bando che permettesse la candidatura solo a quelle strutture che non si trovano nelle località turistiche e che hanno difficoltà a trovare clienti». Il rappresentante del consorzio evidenzia poi le ragioni per cui gli albergatori non condividono la scelta di Felicioni. «Il problema non sono i rifugiati», prosegue, «ma i messaggi che a livello nazionale si diffondono, creando allarmismo». Quanto a Felicioni, «è un operatore che ha fatto una scelta legittima», dichiara, «quella di pensare che fosse il momento di non mettersi più in discussione e di fare economia in maniera più facile. Noi siamo contrari, perché riteniamo che chi fa turismo debba cercare sempre nuove strategie per sviluppare un’economia che abbia però ricadute sul territorio».
A detta di Tocco, Montesilvano non ha problemi di turismo. «Ogni anno si contano 130 mila arrivi e 560 mila presenze (somma delle notti che i turisti si fermano in città, ndc)». Sulla stessa lunghezza d’onda Daniela Renisi, presidente del comitato AlberghiAmo. «Respingiamo le parole di Felicioni sul turismo perché riteniamo che sia facile diversificare il proprio lavoro e scegliere di fare un centro di accoglienza quando si gestiscono altri hotel sulla costa (i titolari dell’Ariminum possiedono hotel anche a Pineto e Giulianova, ndc). Siamo solidali con i profughi, ma noi andiamo contro la crisi ingegnandoci, non scegliendo strade che danno un ristoro immediato ma sono controproducenti nel lungo termine». Renisi ricorda l’impegno del comitato sulla redazione dei “piani strategici del turismo” da parte dell’amministrazione che, secondo quanto riferisce l’albergatrice, si sta mostrando molto collaborativa, pur non avendo grandi risorse.
«Sicuramente il periodo è difficile», aggiunge, «ma dobbiamo investire e trovare la formula migliore per non farci vincere dalla crisi, come quella di fare rete tra albergatori. Un esempio si è avuto con le 2mila 500 presenze in città per il campionato giovanile di scacchi. Quindi, nel caso Felicioni volesse fare rete e promuovere idee costruttive, è ben accetto», chiude Renisi anticipando l’organizzazione di un incontro/seminario, in programma il 2 maggio alle 18.30 al Grand Hotel Adriatico, per affrontare il tema del progetto del porto di Città Sant’Angelo.
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