«Il vertice Aca deve dimettersi»

8 Febbraio 2017

Offensiva di otto sindaci di Comuni pescaresi amministrati dal centrodestra

PESCARA. «Mentre migliaia di famiglie del Pescarese e del Teramano vivono un'emergenza idrica senza precedenti, causata dal maltempo e dal sisma – emergenza che richiede atti straordinari – la dirigenza dell'Aca resta attaccata alle poltrone conquistate, consapevole di poter gestire solo l'ordinaria amministrazione, in barba alle esigenze eccezionali degli utenti. Questa situazione non è più accettabile né gestibile».

È perentoria la richiesta che arriva dai Comuni amministrati dai sindaci di centrodestra: Scafa, Maurizio Giancola; Moscufo, Alberico Ambrosini; Catignano, Enrico Valentini; Cappelle sul Tavo, Licia Maiorano Picone; Elice, Gianfranco De Massis; Atri, Gabriele Astolfi; Civitella Casanova, Marco D'Andrea, e Pianella, Sandro Marinelli, tutti firmatari di una lettera inviata all'Aca, al collegio sindacale dell’azienda acquedottistica e all'Ato pescarese. I sindaci chiedono le dimissioni del cda dell’Aca, per procedere rapidamenbte a un cambio di governance «che consenta immediata operatività. Siamo preoccupati» insistono gli amministratori del centrodestra, «per la situazione di grave, ripetuta e crescente carenza idrica che, dall'inizio di gennaio, vede i cittadini privati di un bene di prima necessità come l'acqua. La perturbazione meteorologica, la persistenza dello sciame sismico che si avverte in tutti i Comuni serviti dalla società, la evoluzione degenerativa del quadro di dissesto idrogeologico, necessitano di interventi immediati di natura straordinaria da parte dell’Aca. Interventi che non possono essere ulteriormente differiti».

Ulteriore elemento di preoccupazione dei sindaci, deriva dalla vicenda della abnorme rottura di migliaia di contatori, che a causa della mancanza di misuratori sostitutivi, sono stati eliminati, con l'installazione di bypass «che non consentono di misurare i consumi, dunque causando un evidente grave danno al patrimonio della società, in una situazione peraltro di bisogno impellente di liquidità per onorare gli adempimenti della procedura concordataria». A questo riguardo, gli amministratori chiedono a tutti i Comuni soci le esatte indicazione del numero di misuratori danneggiati, quanti bypass da sostituire, tempi di sostituzione e stima dei consumi non contabilizzati.

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