Il vescovo nella chiesa gremita: «Onoriamo il cuore di San Pio»

22 Ottobre 2022

Nell’omelia di ieri monsignor Valentinetti ha esortato devoti e religiosi: impariamo a leggere i bisogni «Prendiamo esempio da lui, che alle necessità ha risposto costruendo un ospedale: convertiamoci»

PESCARA. Riflessione e azione. È ciò che ha chiesto ieri mattina l'arcivescovo di Pescara - Penne, monsignor Tommaso Valentinetti, ai fedeli che hanno riempito la basilica dei colli, gremita in occasione della presenza in città (fino a domani) della reliquia del cuore di San Pio, per la prima volta in Abruzzo. Durante l’omelia pronunciata nella basilica della Madonna dei sette dolori, a fianco alla teca con la reliquia, l'arcivescovo è partito dalla considerazione che «la Chiesa vive nella storia, è un pezzo della storia stessa e della realtà». E d'altronde basta guardarsi indietro. Quando i fedeli «andavano da padre Pio a chiedere l'intercessione per avere un miracolo, lui ha realizzato un ospedale di grande specializzazione, volendo curare il corpo delle persone. Ha saputo leggere una necessità». Alla Chiesa, ha fatto notare, veniva chiesto di «stare dentro una storia» mostrando «impegno e fattività». E oggi, che «stiamo attraversando una brutta stagione dell'umanità», a causa del Covid, «e viviamo l'esperienza di una guerra terribile, dobbiamo porci delle domande su cosa ci chiede questo tempo, essere attenti alla storia. E dobbiamo avere la capacità di dare delle risposte secondo ciò che ci chiede la parola del Signore», ha detto l’arcivescovo.
Ai gruppi di preghiera di padre Pio che in questi giorni sono stati presenti e si sono alternati alla basilica dei Colli arrivando anche da fuori Pescara, Valentinetti ha rivolto l’invito di essere sempre più «fermento di comprensione della storia, all'interno delle vostre comunità parrocchiali. Dobbiamo cercare risposte il più possibile coerenti perché il Vangelo continui ad essere annunciato e a vivere dentro questa storia». Ma è importante, ha sottolineato Valentinetti, partire da una ammissione e cioè che «facciamo un po’ di fatica ad andare oltre, ad essere lievito dentro la storia di verità, di giustizia, di pace e di amore».
L'arcivescovo è stato da pungolo anche per i religiosi. «Comportatevi in maniera degna della vocazione, della chiamata, che avete ricevuto, vivete l'esperienza della minorità, sopportatevi a vicenda nell'amore» all’interno della comunità religiosa. «Se volete essere credibili dentro la storia dell’umanità, del vostro ordine e della comunità diocesana dovete vivere questo spirito di unità per mezzo del vincolo della pace», ha sollecitato. E poi, parlando del conflitto in corso e della richiesta di pace tra Ucraina e Russia che parte ormai da mesi, Valentinetti ha osservato che «la pace comincia da noi stessi, dal nostro cuore, dal nostro ambiente, dalla nostra comunità, dall’essere che ciascuno di noi è. La strada», ha concluso l’arcivescovo, è rappresentata da «comunità religiose credibili dentro comunità parrocchiali credibili. Altrimenti il cuore di padre di Pio tornerà a casa mesto. Viviamo, quindi, questa conversione. Perché lui ha incarnato tutto questo fino in fondo».
Oggi sono due le messe celebrate alla basilica di Largo Madonna, alle 11 e alle 18.30; alle 21 la veglia guidata da padre Paolo Palombarini. (f.bu.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.