Il vice sindaco lascia la giunta di Manoppello

MANOPPELLO. Ieri il vice sindaco Lucio Di Bartolomeo ha ufficialmente comunicato le dimissioni al sindaco Giorgio De Luca. Di Bartolomeo come assessore gestiva le deleghe a urbanistica, risorse umane,...
MANOPPELLO. Ieri il vice sindaco Lucio Di Bartolomeo ha ufficialmente comunicato le dimissioni al sindaco Giorgio De Luca. Di Bartolomeo come assessore gestiva le deleghe a urbanistica, risorse umane, servizi cimiteriali, trasporti, verde pubblico, sicurezza urbana, manutenzione, riqualificazione e controllo del territorio.
A quanto scrive nella sua lettera, le incomprensioni sarebbero iniziate già dall’avvio della esperienza amministrativa quattro anni fa, ma il tutto sarebbe rimasto congelato per volontà dello stesso Di Bartolomeo, che per primo recrimina sul mancato rispetto degli accordi stipulati durante la campagna elettorale.
«Ho lavorato alacremente per il bene del paese», scrive l’ormai ex vice sindaco a De Luca, «a volte in evidente contrapposizione con te. Ti ricordo quando, qualche mese dopo la tua elezione a sindaco, ti sei candidato in Provincia con il centrosinistra, e non ti ho votato dichiaratamente. Il frutto del lavoro si è visto in questi ultimi due anni di governo regionale di centrodestra: mai nella sua storia Manoppello ha avuto una così cospicua messe di contributi per opere pubbliche».
Di Bartolomeo recrimina di essere stato comunque escluso dalle decisioni e scelte di amministrazione, e dal comportamento del primo cittadino teso ad accentrare a sé ogni determinazione. «Ho sempre pensato», scrive Di Bartolomeo, «e continuo a pensare che l’azione amministrativa di una compagine politica debba essere il frutto di un lavoro di squadra, all’interno della quale le inevitabili differenze culturali e politiche devono trovare una sintesi dialettica, sfociando in decisioni ponderate, motivate, mai improvvisate».
E ancora: «Se non c’è fiducia, se un sindaco cerca di screditare il suo vice anche agli occhi dei dipendenti, se quello che si decide di comune accordo alle 12 viene puntualmente stravolto da te alle 13, non si può andare avanti. Non era più tollerabile da parte mia», conclude Di Bartolomeo, «assecondare una conduzione della macchina amministrativa verticistica e soprattutto personalistica e campanilistica. Il centro storico e le contrade sono stati letteralmente abbandonati, e i pochissimi lavori effettuati sono stati realizzati con avanzi di amministrazione precedente».
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