Il virologo: «Effetti collaterali quasi nulli»

20 Agosto 2021

Fazii rassicura le famiglie: «I vaccini sono sicuri, ci salvano. Non credete alle leggende metropolitane»

PESCARA. L’appello del virologo ai genitori è a «vaccinare i figli senza timori. I vaccini sono sicuri. Ed è l’unico scudo per alzare muri contro le varianti virali, per tornare a scuola in sicurezza e proteggere il resto della famiglia».
Rassicura i genitori, Paolo Fazii, direttore dell’unità operativa complessa di Microbiologia e Virologia della Asl di Pescara, che «in Italia e nel mondo sono stati somministrati milioni di vaccini anti Covid con rischio di effetti collaterali bassissimi o nulli». Febbre e dolori di testa, sono le reazioni che potrebbero colpire i ragazzi vaccinati tra i 12 e i 18 anni. In questi casi basta «contattare il pediatra che consiglierà una terapia farmacologica». Secondo Fazii, la vaccinazione andrebbe resa «obbligatoria perché serve a proteggere non solo il singolo individuo, ma l’intera collettività». E ricorda che i vaccini tradizionali «ci hanno salvato da malattie quali vaiolo, difterite, epatite B. E che nessuno creda che il vaccino provochi infertilità, sterilità e che entri nel Dna: sono tutte leggende metropolitane»». Sì, ma il Covid è una pandemia sconosciuta e il vaccino è stato creato in fretta, generando nelle persone paure talvolta patologiche. Fazii: «È vero, il vaccino è “giovane”, però ci difende dalle terapie intensive e dalla morte. Su 150mila morti per Covid in Italia, solo qualche decina i decessi tra 0 e 20 anni di soggetti, peraltro, affetti da altre patologie». Attualmente, anticipa, il virologo, «sono in corso le sperimentazioni sui vaccini per bimbi under 12, così come nei mesi scorsi erano sperimentali i vaccini over 12, come Pfizer e Moderna, che oggi possono essere somministrati ai più giovani». Più a rischio le fasce in età scolastica «perché i più piccoli tendono ad aggregarsi più facilmente». Quindi «se riusciremo a toccare l’85% della copertura vaccinale potremo garantire una immunità di gregge a contrasto dei decessi. E non è poca cosa». La quarta ondata? «È già arrivata. Agosto registra più casi dello scorso anno perché la variante Delta è più infettante e perché dobbiamo fare i conti con i vaccinati che si sentono al riparo e non prendono più precauzioni. Fortunatamente l’indice di ricoveri è basso e chi entra nelle terapie intensive non è vaccinato». (c.co.)