Il virologo: meglio fare le vacanze in Italia

Paolo Fazii, della Asl, sconsiglia l’estero e posti affollati: «Più gira il virus e peggio sarà l’inverno»
PESCARA. La variante Delta non va sottovalutata, soprattutto da chi lascia l’Italia e raggiunge alcune località di vacanza. È vero che d’estate la percentuale dei sintomatici si abbassa drasticamente, e dall’80% dell’inverno raggiunge il 2% nei mesi più caldi, per cui la polmonite interstiziale si manifesta in molte meno persone, ma «il virus circola comunque e il rischio del contagio c’è sempre, così come c’è il rischio che i giovani riportino il virus a casa, con sintomi leggeri, e poi contagino adulti e anziani». A chiedere prudenza nella scelta delle vacanze, giudicando «inopportune alcune località», è il virologo Paolo Fazii, direttore del laboratorio della Asl di Pescara e componente del Gruppo tecnico scientifico regionale (Gtsr) dell’Abruzzo. I suoi, sottolinea, sono solo consigli, legati all’osservazione degli ultimi 16 mesi, all’esperienza maturata sul campo, al ricordo della scorsa estate, quando le vacanze a Malta in Sardegna hanno fatto risalire i contagi, in provincia di Pescara. «Io eviterei di andare all’estero e rimarrei in Italia», commenta dopo aver saputo dei tanti giovani rimasti bloccati a Malta. «Per andare all’estero si usa l’aereo o comunque si usano mezzi che, per loro natura, trasportano più persone. Rimanendo in Italia si può viaggiare in auto, da soli. E poi il nostro sistema sanitario nazionale è molto valido, per le cure», mentre altrove non si può dire la stessa cosa.
Sarebbe stato opportuno «mantenere gli stadi chiusi», riflette Fazii facendo riferimento agli Europei. «Qui in Italia fa caldo e per questo la nostra situazione è buona perché il virus transita poco e, se transita, la percentuale dei malati è molto bassa, anche se il tasso di portatori sani è parecchio alto. Ma in Inghilterra fa più freddo quindi c’è il pericolo di andare a vedere la partita e di riportare il virus in Italia, nonostante il green pass, come è successo anche per i tifosi di questa zona». E poi durante le partite «si urla, e più si urla più volano le particelle», anche se il gusto del tifo e dei festeggiamenti è innegabile.
È preferibile, quindi, rimanere in Italia ricordando sempre «che i posti affollati sono sempre i più pericolosi, i posti dove ci si incontra, si balla. Capisco che siamo tutti stanchi del Covid 19», dopo il lockdown e le limitazioni prolungate, «ma più facciamo girare il virus e peggio sarà il nostro inverno. La libertà di ognuno finisce dove comincia quella degli altri, per cui serve rispetto, bisogna ricordare sempre tre principi cardine: distanziamento, mascherine, lavaggio e/o disinfezione delle mani», sottolinea Fazii. (f.bu.)

