Il virus presto ripartirà Brucchi: «Vaccinatevi»

Appello del responsabile regionale: «Abbiamo novanta giorni di tempo» L’obiettivo da centrare: tutti gli abruzzesi immunizzati entro settembre
Vaccinarsi per correre più del Covid-19 e della variante Delta che inizia a spaventare l’Europa, l’Italia e anche il nostro Abruzzo. È il referente regionale per la campagna vaccinale, Maurizio Brucchi, a svelare il segreto per non rischiare di ricadere a settembre nell’incubo di una nuova recrudescenza dei contagi proprio quando il ritorno alla normalità sembra più vicino. Attraverso il Centro il coordinatore dell’attività di immunizzazione rilancia l’appello ad un senso di responsabilità da parte di tutta la cittadinanza, ma affronta anche i nodi del momento, dalla riduzione delle consegne al mix di dosi per gli under 60 dopo i provvedimenti presi in merito al siero AstraZeneca.
Direttore, vuole lanciare un forte appello alla vaccinazione in questa fase?
«Vaccinarsi oggi è ancora più importante di quando la campagna di difesa contro il virus è iniziata. Abbiamo a che fare con una nuova variante che preoccupa il mondo intero. È arrivata anche da noi e, secondo gli scienziati, sarà quella predominante da qui al prossimo autunno. Se qualcuno pensa di vaccinarsi a settembre perché ora è estate ed i contagi sono diminuiti, commette un grave errore. Sottoporsi alla dose adesso che il virus ha rallentato la circolazione è fondamentale. È come per l’influenza: ci si vaccina prima che arrivi, altrimenti poi non si è protetti. È importante anche che si completi il ciclo vaccinale. A tal proposito ritengo sprovveduto qualche collega che consiglia ai pazienti l’esame del dosaggio degli anticorpi tra la prima e la seconda dose, escludendo poi la necessità di effettuare il richiamo qualora dovesse risultare la presenza degli stessi anticorpi. Significa non conoscere i meccanismi della vaccinazione, è una tecnica che non ha alcuna base scientifica».
Come ritiene si possano superare gli inevitabili problemi legati a una riduzione di forniture delle dosi in estate?
«Su questo spero che il governo e chi conduce la campagna vaccinale prenda qualche provvedimento. Si potrebbe pensare di rinviare a metà agosto le vaccinazioni per la popolazione da 12 a 18 anni, dando quindi priorità a tutte le altre fasce d’età».
Oggi quante scorte abbiamo in Abruzzo e che autonomia ci danno?
«Con le scorte che abbiamo oggi e la programmazione che ci ha indicato il commissario straordinario per l’emergenza Francesco Paolo Figliuolo, copriamo chi deve sottoporsi alla seconda dose e vacciniamo quelli che attualmente abbiamo in piattaforma. Qualora se ne prenotassero altri, però, andremmo in difficoltà».
C’è il via libera al cosiddetto mix Pfizer-Moderna?
«Chi ha meno di 60 anni e decide per lo switch (il cambio di vaccino tra la prima e le seconda dose, ndr), può farlo. Questo ha migliorato l’andamento della campagna vaccinale, che aveva segnato una brusca frenata quando era stata presa la decisione di stoppare la somministrazione di AstraZeneca per gli under 60».
Quindi per gli ultrasessantenni continuerà il normale iter con AstraZeneca?
«Sì, anche se si stanno verificando dei problemi».
Perché?
«Perché ci sono sessantenni che vogliono fare lo switch però non gli viene permesso».
Quindi cosa si sente di dire a queste persone che sono scettiche?
«È importante che completino la vaccinazione con AstraZeneca, perché è sicura. Non si sono registrati effetti collaterali tra le persone con più di 60 anni che hanno ricevuto questa tipologia di fiale».
Passiamo alla variante Delta. C’è stato uno screening su base volontaria a Roseto...
«Prima dei controlli a Roseto bisogna ricordare che c’è stato un focolaio a Villa Petto, frazione del Comune di Colledara. Un altro focolaio è stato scoperto anche a Castelnuovo. A Roseto, invece, sono stati fatti dei tamponi a tappeto nel camping dove erano ospitati anche alcuni degli atleti che arrivavano da varie parti d’Europa per partecipare agli Europei under 22 di boxe. I tamponi analizzati, a cui si è sottoposto un centinaio di persone, finora (nel tardo pomeriggio di ieri, ndr) hanno dato esito negativo».
Quanti sono orientativamente i casi accertati di variante Delta?
«Sono sicuramente più di cinque (ieri quelli documentati sono saliti a otto, ndr). Bisogna tener conto del fatto che questa variante può anche non mettere febbre, il segnale che molte volte ci porta a sottoporci a tampone. Con la Delta spesso la sintomatologia è limitata a raffreddore, mal di gola e mal di testa».
Avendo il tracciamento un ruolo chiave, cosa intende fare la Regione per correre più veloce del virus?
«Innanzitutto la Regione Abruzzo non ha smantellato le strutture che aveva messo in piedi nelle varie Asl. Al contrario queste continuano a lavorare, compreso per il tracciamento. Allo stesso modo si continua a fare anche il sequenziamento. Noi non abbiamo abbassato la guardia. Il secondo aspetto fondamentale, lo ribadisco, è quello di incrementare la vaccinazione. Secondo il dato aggiornato a ieri (venerdì per chi legge) in Abruzzo il 56,7% ha ricevuto almeno una dose, pari a circa 729mila cittadini. In 349mila, invece, hanno avuto anche la seconda dose».
Siamo alla vigilia di un giorno particolare. Una raccomandazione per chi domani si toglierà la mascherina.
«Io sono del parere che è giusto cercare di tornare gradualmente alla normalità. Questo però non vuol dire che dobbiamo abbassare la guardia: la mascherina nei luoghi al chiuso deve essere indossata e bisogna evitare il più possibile feste con assembramenti importanti.
Il distanziamento ci deve ancora appartenere. Ripeto, infine, che l’immunizzazione rappresenta la migliore strategia di prevenzione. Per essere al sicuro a settembre, quando è possibile che il virus ripartirà, ci dobbiamo vaccinare oggi».

