Il virus spiegato in 3 grafici Più casi ma meno ricoveri
L’aumento dei positivi a ottobre supera il 300 per cento in sole due settimane Non è così per il numero dei malati curati in ospedale che ieri è sceso
PESCARA. Nuovi casi aumentati del 350 per cento in quindici giorni, ricoveri aumentati del 130 per cento, attualmente positivi aumentati del 193 per cento.
I tre grafici che pubblichiamo qui a destra e le percentuali descrivono bene la brusca accelerata del coronavirus nelle ultime settimane. Dalla costa alle aree interne, dall'area metropolitana ai paesini, il virus circola ovunque e lo fa sempre più rapidamente. Giorno dopo giorno si registrano sempre più contagi, più malati e più ricoveri. IMPENNATA CONTAGI. I 306 nuovi casi fanno impressione se si considera che fino a metà settembre un dato di 20 contagi giornalieri era considerato alto e preoccupante. Poi, però, il coronavirus ha ripreso la sua corsa e i numeri sono saliti in modo esponenziale.
Si viaggiava su dati tutto sommati bassi nei primi dieci giorni di ottobre. Trenta, poi quaranta e poi 60 casi, con un picco di 103 contagi giovedì 9. Dal 12 ottobre in poi, però, non si è mai scesi al di sotto delle cento unità e la crescita è stata costante.
I 203 nuovi casi di giovedì 15, i 221 di domenica, i 252 di mercoledì, fino ad arrivare al record di 306 di ieri. Quasi il doppio del valore massimo registrato nella fase primaverile dell'emergenza, cioè i 160 casi del 29 marzo.
MALATI TRIPLICATI. Di pari passo con l'aumento dei nuovi casi, aumenta il numero degli attualmente positivi al virus, che per la prima volta dal 19 maggio tornano ed essere più del totale dei guariti. Con un incremento medio di 140 unità al giorno, il dato è cresciuto costantemente, passando dai 1.152 malati dell'8 ottobre ai 3.376 di ieri. L'aumento è pari al 193 per cento. Un dato che sale addirittura al 355 per cento se si considera l'ultimo mese: il 22 settembre gli attualmente positivi erano 742, cioè 2.634 meno di oggi.
I RICOVERI. Più il virus circola, più sono le persone che finiscono in ospedale, seppur con numeri nettamente inferiori rispetto alla prima fase dell'emergenza, quando, con una patologia del tutto sconosciuta, i pazienti con sintomi acuti erano moltissimi. Del totale degli attualmente positivi, il 6,6 per cento è ricoverato in ospedale. Duecentoventiquattro persone, 16 delle quali in terapia intensiva. Quindici giorni fa erano 97, cioè meno della metà. Ma la crescita non ha per fortuna la stessa velocità del netto incremento dei casi.
IL TRACCIAMENTO FUNZIONA. Ieri, per la prima volta dopo giorni, si è inoltre registrato un calo, seppur minimo, dei pazienti ricoverati. Due in meno rispetto al giorno precedente. Insieme alla percentuale dei ricoveri sul totale dei malati, potrebbe essere, sottolineano gli addetti ai lavori, uno degli effetti del funzionamento del tracciamento dei contatti, attività che consente di intercettare subito i positivi, evitando le forme acute della patologia. Dal primo ottobre a ieri, infatti, su 2.684 tamponi positivi, quelli derivati dall'attività di controllo e ricerca sono almeno 1.138, ossia il 42,4% del totale. Ma al di là del dato di ieri, che fa sperare, le cifre vanno ancora analizzate nel lungo periodo: il 22 settembre in ospedale c'erano 59 persone, oggi ce ne sono 224. L'incremento è del 280%. (l.d.)

