«Il Volo, un amore per l’Abruzzo»

16 Febbraio 2015

Gianluca Ginoble dedica la vittoria alla sua terra

TERAMO. «Un saluto all'Abruzzo e a Montepagano di Roseto degli Abruzzi»: stanco e felice dopo i festeggiamenti fino alle sei del mattino, solo due ore di sonno e poi di nuovo interviste a raffica, Gianluca Ginoble tornando ieri pomeriggio sul palco dell'Ariston per l'Arena di Massimo Giletti ha lanciato un saluto alla terra d'origine.

Appena 12 ore prima su quello stesso palcoscenico il giovane baritono abruzzese aveva trionfato nel 65° Festival di Sanremo insieme ai suoi compagni del Volo, i tenori siciliani Piero Barone e Ignazio Boschetto. Pronostico rispettato dunque.

Favorito della vigilia, il fenomenale trio pop lirico nella notte tra sabato e domenica ha conquistato la vittoria nel Festival della canzone italiana con il brano “Grande amore”. Giunti alla serata conclusiva insieme a altri 15 big, i tre golden boys della musica italiana nel mondo sono entrati nella terna finale con Malika Ayane e Nek, in gara rispettivamente con “Adesso e qui (nostalgico presente)” e “Fatti avanti amore”. Il verdetto finale, quando si sfioravano le due di notte, ha visto il successo del Volo davanti a Nek, piazza d'onore, e Malika Ayane, terza.

Raggiunto ieri sera telefonicamente mentre insieme ai genitori Ercole e Eleonora e al fratello Ernesto tornava in macchina nella sua Montepagano, Gianluca ha raccontato al Centro le sensazioni della vittoria.

«Ancora non ci credo. Vincere a vent'anni a Sanremo non capita tutti i giorni. È stato il compleanno più bello mia vita (Gianluca ha festeggiato il 20° compleanno l'11 febbraio, ndc). Tutte le esperienze che in questi anni abbiamo accumulato in giro per il mondo sommate non equivalgono all'affermazione a Sanremo. È una vittoria che fa entrare nella storia del Festival e della musica italiana. E poi siamo primi su iTunes, segno che ci ascoltano soprattutto i giovani. Inoltre abbiamo vinto il premio di Rtl per la canzone più ascoltata in radio».

E il videoclip di “Grande amore”, che cita film famosi, “Ghost”, “Ritorno al futuro”, “Spiderman” con te vestito da uomo ragno, in tre giorni ha avuto due milioni di visite su You Tube. Vi aspettavate un riscontro così immediato?

«Sinceramente no. Pensavamo che un riscontro positivo sarebbe arrivato ma nel giro di due-tre settimane. La stessa Sony, nostra casa discografica, è incredula».

Oltre che al manager e produttore Michele Torpedine a chi dedichi la vittoria?

«Alla famiglia prima di tutto. E poi a tutte le persone che hanno creduto in noi dall'inizio. E agli italiani che ci hanno votato da casa, al di là delle mille critiche».

Alcune critiche acide della stampa musicale vi hanno ferito?

«Sai cosa abbiamo detto in sala stampa? Vent'anni fa la critica massacrò Andrea Bocelli, che poi è diventato una stella internazionale. Perciò, se l'effetto è questo, dateci sotto con le critiche. Il pubblico è dalla nostra parte».

La vostra etichetta ha anticipato l'uscita del cd “Sanremo grande amore” dal 24 al 17 febbraio. E il 21 maggio iniziate il secondo tour italiano.

«Il disco contiene “Grande amore” e sei bellissimi pezzi appartenenti alla storia del Festival, “Vacanze romane”, “Canzone per te”, “Romantica”, “Piove”, “Ancora”, “L'immensità”. Il tour inizia il 21 maggio all'Arena di Verona, le altre date già fissate sono il 24 giugno a Roma, l'11 luglio a Trieste, il 12 agosto a Torre del Lago, il 22 agosto a Taormina (probabile un ritorno in Abruzzo, ndc)».

Com'è stata accolta la vittoria a Montepagano e Roseto?

«Mi hanno detto che c'è stato molto entusiasmo, persone in strada, caroselli di auto sul lungomare. Domani (oggi per chi legge, ndc) faremo una bella festa in paese».

Che vuoi dire agli abruzzesi e ai lettori del “Centro”, che ti seguono dal 2009, dall'exploit al talent “Ti lascio una canzone”?

«Sono contento, perché sono sicuro che sono arrivati tantissimi voti dall'Abruzzo. Sono fiero di portare il nome dell'Abruzzo nel mondo, e anche il nostro dialetto.

A Pechino, dove eravamo ospiti dello Spring Festival Global Gala, lo show che la Btv manderà in onda il 20 febbraio per il Capodanno cinese, ho fatto parlare in abruzzese una ragazza cinese: le ho chiesto “Che m'archinde? Cuma shtì?” e lei mi risposto “Shtinghe bone”».

Vedere, per credere, in rete.

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