«Il volto del ragazzo una maschera di sangue»
«Ho sentito il rumore del pugno al volto. E poi qualcuno ha gridato "adesso ti taglio". Allora sono uscito fuori e ho visto quello che stava succedendo». A raccontarlo è Alessandro Rocco, titolare...
«Ho sentito il rumore del pugno al volto. E poi qualcuno ha gridato "adesso ti taglio". Allora sono uscito fuori e ho visto quello che stava succedendo». A raccontarlo è Alessandro Rocco, titolare dello stabilimento Drago Verde di Francavilla, il cui intervento è stato provvidenziale per evitare conseguenze peggiori al 16ene aggredito sulla pista ciclopedonale. «L'ho fatto entrare nello stabilimento, insieme agli amici che erano evidentemente scossi. Lui aveva una maschera di sangue sul viso a causa della ferita riportata, ma era cosciente, collaborativo. Ho cercato di aiutarlo con una medicazione veloce, anche per tamponare la perdita di sangue, poi ho subito chiamato 118 e carabinieri». Quindi prosegue: «Da quello che si è capito tutto è partito da uno sguardo o da una parola non gradita. La vittima è stata prima colpita e poi minacciata dal gruppetto di coetanei che poi si è dileguato utilizzando i monopattini pubblici». E ancora: «Quando vedi che saltano fuori tirapugni o coltelli inizi a spaventarti, è normale. Io oggi ho 40anni: anche quando ero più giovane succedevano queste cose, ma nessuno andava in giro con il coltello in tasca. Adesso invece sembra diventata una moda, e non parlo solo di Francavilla». E aggiunge: «La vittima e gli amici hanno raccontato tutto ai carabinieri: nel frattempo sono arrivati anche i genitori. Ci sono questi gruppi di ragazzini che si divertono in questo modo e non va bene. A giugno anch'io sono stato vittima di un atto vandalico, quando hanno preso di mira la nuova piscina dello stabilimento, gettandoci dentro del materiale ferroso. Chi compie gesti simili va individuato e punito». (a.d.s.)

