«Immigrati, meno fondi ma le strutture restano»

8 Giugno 2018

Il presidente dell’Azienda Speciale Cirone: nessun timore per gli Sprar A Montesilvano 161 richiedenti asilo accolti in 5 edifici autorizzati dal ministero

MONTESILVANO. «Indipendentemente dalle scelte del nuovo Governo, per il momento le strutture dello Sprar a Montesilvano non chiuderanno». A garantirlo è Luca Cirone, presidente del consiglio di amministrazione dell’Azienda Speciale, in merito al sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati attivo in città da quasi un anno.
Dopo l’esperienza dei Centri di accoglienza straordinaria (Cas) degli hotel Excelsior e Ariminum – caratterizzata da gravi problemi e polemiche – l’amministrazione comunale nel 2017 è stata autorizzata dal Ministero dell’Interno ad attivare un nuovo sistema di protezione per un massimo di 161 persone, contro le 350 circa presenti nei Cas. Attualmente sono circa 80 gli immigrati accolti nelle diverse strutture messe a disposizione dal Comune: l’ex Artigianluce di Santa Filomena, immobili in via Danubio e via Togliatti dedicati agli uomini e due strutture in via Napoli e via Dante, dove alloggiano donne e bambini. Durante la loro permanenza, gli ospiti dello Sprar frequentano corsi di lingua italiana e di formazione professionale, oltre a prestare il proprio impegno in lavori di pubblica utilità. Ma che fine faranno queste strutture se il nuovo Governo, come annunciato, taglierà i fondi destinati all’accoglienza degli immigrati? E soprattutto, il Comune non corre il rischio di aver anticipato dei fondi, circa 800 mila euro utilizzati soprattutto per la sistemazione e predisposizione degli alloggi, che non verranno mai rimborsati? «Assolutamente no», commenta il presidente del cda dell’Ente strumentale che, in collaborazione con Caritas e alcune associazioni del Terzo settore, si occupa della gestione degli Sprar. «La progettualità dello Sprar a Montesilvano è stata autorizzata con decreto ministeriale per la durata di 3 anni», ricorda Cirone. «Il primo luglio si concluderà il primo anno e poi ce ne saranno altri due assolutamente garantiti, indipendentemente dalle scelte in materia di immigrazione adottate dal nuovo Governo. Così come siamo in attesa delle autorizzazioni per attivare lo Sprar dedicato ai minori non accompagnati. Potrebbe al massimo accadere che questo progetto, alla scadenza, non verrà rinnovato. Ma non credo». A detta del presidente del cda, infatti, il nodo cruciale è rappresentato dai nuovi sbarchi e da coloro che sono sul territorio italiano senza averne diritto. «Gli ospiti del nostro Sprar sono in attesa dei documenti per rimanere in Italia», prosegue «e molti sono praticamente pronti». Cirone tranquillizza i cittadini di Montesilvano anche in merito ai soldi già spesi dal Comune. «Il progetto Sprar è interamente finanziato con fondi statali», evidenzia, «e le spese già sostenute dal Comune sono state regolarmente rendicontate e presto saranno rimborsate».