«Immigrati nei paesi per contrastare lo spopolamento»

Albergatori e operatori turistici in commissione vigilanza Appello ai parlamentari: mai più rifugiati negli hotel
MONTESILVANO. La spinosa questione dell’accoglienza degli immigrati negli alberghi di Montesilvano approda in commissione vigilanza. Ad affrontare la questione, ieri mattina, a palazzo di Città, su convocazione del presidente Anthony Aliano, sono stati oltre ai consiglieri anche diversi rappresentanti di categoria. In particolare, a esprimere il proprio punto di vista sulla decisione di due titolari di alberghi cittadini – l'Hotel Excelsior e l'Ariminun – di aprire le proprie porte a decine di profughi, sono stati Adriano Tocco, in veste di vicepresidente dell’associazione Alberghiamo; Cristiano Tomei, della Cna; Renato Savini, per l’Eurohotel e il Grand Hotel Montesilvano con Marco Saraceni, per il gruppo Bluserena.
Dopo aver a lungo discusso sulle ripercussioni negative che l’accoglienza degli immigrati può avere sull’economia locale e sulla vocazione turistica cittadina, amministratori e associazioni di categoria hanno convenuto sulla necessità di elaborare un documento condiviso da sottoporre all’attenzione dei parlamentari abruzzesi. La richiesta principale è che agli alberghi venga negata la possibilità di partecipare ai bandi della prefettura per gestire l’emergenza che, da quasi un anno, coinvolge direttamente anche la città adriatica.
«Gli albergatori», racconta Aliano, «condividono il nostro ragionamento sulla possibile perdita della licenza e sulla modifica della destinazione urbanistica degli hotel che scelgono di fare accoglienza». L’obiettivo degli amministratori e degli albergatori è anche quello di sollecitare l’utilizzo di strutture abbandonate presenti nell’entroterra. Ed è per questo che hanno proposto una mappatura a livello regionale dei luoghi dove i profughi potrebbe essere trasferiti.
«L’accoglienza che per noi rappresenta un problema», aggiunge Tocco, «potrebbe trasformarsi in un’opportunità per quei piccoli paesi dell’entroterra che si stanno spopolando e per gli stessi immigrati».
Ad accendere i riflettori sul tema dell’integrazione è Tomei. «Ho proposto di convocare, nella prossima riunione della commissione», spiega, «rappresentanti della prefettura e della coop che si occupa dell’accoglienza, perché il problema principale non è il turismo, ma garantire a questi cittadini che arrivano nella nostra città un’adeguata integrazione socio-economica. Solo garantendo loro un lavoro e un alloggio decoroso potranno finalmente essere visti per quello che sono realmente, persone come noi». La richiesta del rappresentante della Cna è stata accolta dalla commissione vigilanza che si riunirà di nuovo tra 15 giorni.
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