Immobile: io aggredito da un esaltato

9 Luglio 2018

L’attaccante contattato dal sindaco Luciani che gli ha chiesto scusa ed espresso solidarietà. Ieri era di nuovo in spiaggia

FRANCAVILLA. Un esaltato. Così Ciro Immobile ha definito l’ultrà armato di coltello che lo ha avvicinato due giorni fa sulla spiaggia di Francavilla e lo ha insultato, accusandolo di aver tradito i colori del Pescara passando alla Lazio. L’attaccante, impegnato anche nella Nazionale, non ha dato peso più di tanto all’episodio che si è verificato sulla battigia antistante lo stabilimento Lido Bianco. E ha minimizzato l’accaduto parlandone al telefono con il sindaco Antonio Luciani che ha cercato Immobile per «scusarsi» e portargli la sua «solidarietà».
«Questo episodio», commenta il sindaco, «non è indicativo di come sono i francavillesi. Qui siamo accoglienti, la nostra non è una città violenta per cui si è trattato del gesto isolato di una persona che non merita comprensione». Di qui la decisione di mettersi in contatto con Immobile per porgergli «le scuse» ma anche per sottolineare questi concetti, visto che la notizia dell’aggressione nella città di mare si è diffusa in un battibaleno.
E la comprensione del calciatore è stata totale. Ha rassicurato «molto cordialmente» il sindaco, come racconta proprio Luciani. E gli ha detto di conoscere bene Francavilla e i francavillesi visto che vive qui da sei anni e si è sempre trovato bene in questa città, che reputa «tranquilla e sicura». La disponibilità del primo cittadino nei confronti dell’attaccante è stata assoluta, «anche per il futuro», dopo l’episodio «inqualificabile» avvenuto in riva al mare, prosegue Luciani. Ma il primo a sdrammatizzare tutto è stato proprio Immobile che «ha proseguito la sua giornata in spiaggia», con la moglie Jessica e gli amici, e anche ieri «è tornato nello stesso stabilimento», come dice Arturo Calcagni, un giovanissimo giornalista del posto che ha diffuso per primo la notizia (su Sportmediaset) insieme alla foto di Immobile affiancato dai carabinieri sul bagnasciuga.
Prova una punta di «fastidio» il titolare del lido, Mauro Cioffi, che sabato non ha assistito direttamente all’aggressione di Immobile da parte di un 35enne pescarese. «Ero sul terrazzo», dice, «e quando sono stato avvisato sono sceso e ho notato quel ragazzo che urlava una serie di offese e minacce. Parlava di questioni legate al calcio e non ho capito se è venuto qui proprio con l’intenzione di rompere le scatole. Ho sentito che diceva “infame”» ma per il resto Cioffi non è rimasto colpito più di tanto dalle parole del 35enne perché ha intuito che quella persona «aveva perso il controllo». Ha anche sentito che qualcuno urlava, spaventato per la presenza del coltello, dopodiché «si è creato un gruppo di persone attorno a Immobile», a mo’ di scudo.
Il 35enne non era solo ma in compagnia di un amico che ha cercato di fermarlo e poi lo ha portato via, in motorino. L’arrivo dei carabinieri ha consentito, dopo poco, di raccogliere una serie di testimonianze sull’accaduto e di identificare l’autore del tentativo di aggressione. Gli uomini dell’Arma, con il personale della stazione di Francavilla e i colleghi del Nucleo operativo radiomobile di Chieti, lo hanno identificato e poi denunciato per minaccia aggravata e porto abusivo di arma (un coltello di quelli usati a tavola). Cioffi non conosce il responsabile di questo episodio, che è stato già sottoposto a Daspo e ora rischia un altro provvedimento dello stesso tipo. «Pensare che la fede sportiva possa portare a litigare sembra davvero assurdo», commenta. E crea «fastidio» che sia accaduto proprio nel suo lido. Ma per il balneatore è chiaro che il parapiglia in spiaggia di sabato sia il frutto delle esternazioni «una scheggia impazzita». «Il più tranquillo di tutti è stato Immobile», dopo l’incontro con il 35enne. «D’altronde conosce il mondo degli ultrà, è abituato e non ha prestato troppa attenzione a quell’uomo che lo insultava». Dal suo stabilimento Cioffi lancia un messaggio di tranquillità. «Vedo tutta gente stressata: servirebbe più serenità».
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