Impassibile davanti al gip L’anziana resta in carcere

15 Gennaio 2017

La 75enne che ha dato fuoco al figlio ubriaco dopo avergli gettato addosso l’alcol si è avvalsa della facoltà di non rispondere. L’uomo è in condizioni molto gravi

PESCARA. È rimasta fredda e lucida, pur sapendo che il figlio lotta per la vita. Davanti al giudice non ha detto una sola parola e si è avvalsa della facoltà di non rispondere Maddalena Roccia, la 75enne che giovedì sera ha cosparso di alcol etilico denaturato il figlio alcolizzato, Franco Pesce, 51 anni, e poi ha appiccato il fuoco con l’accendigas.

Ieri mattina l’anziana è comparsa davanti al gip Gianluca Sarandrea e al sostituto procuratore che si sta occupando del caso, Rosangela Di Stefano, per la convalida dell’arresto. Assistita dal suo avvocato ha preferito non riferire nulla di quanto accaduto tre sere fa nella casa che condivide con uno dei suoi cinque figli, un alloggio popolare al secondo piano di uno dei palazzoni di via Lago di Capestrano, al civico 7. Per lei, al termine dell’interrogatorio, sono stati chiesti gli arresti domiciliari ma, sentito il parere contrario del pubblico ministero, il gip non li ha concessi, per cui l’anziana resta in carcere, dove è stata condotta nella notte tra giovedì e venerdì, al termine di una lunga consulenza psichiatrica in ospedale.

Dopo il tentato omicidio, il personale della squadra volante, diretto da Paolo Robustelli, ha ritenuto che l’anziana, con una serie di problemi di salute, avesse anche dei disturbi psichiatrici, ma questa ipotesi è stata esclusa dai medici che si sono occupati di lei allo “Spirito Santo”, certi delle sue capacità di intendere e volere.

Il suo è stato un gesto dettato dall’esasperazione, come ha detto agli agenti che per primi sono entrati nell’appartamento della tragedia, giovedì, attorno alle 21, dopo aver ricevuto la segnalazione al 113 di un uomo che stava andando in fiamme.

«Non ce l’ho fatta più», ha ammesso la donna. «Gli ho buttato lo spirito addosso e gli ho dato fuoco con l’accendigas», ha aggiunto confessando le proprie responsabilità davanti al figlio ustionato, rimasto gravemente ferito al volto, alle braccia, alle mani e al torace.

È stato medicato in ospedale e ricoverato in prognosi riservata in Rianimazione, ma nelle ore successive è stato trasferito all’ospedale di Cesena, nel reparto Grandi ustionati.

Tutto è successo per colpa dell’alcol. Pesce non è riuscito a liberarsi di questa dipendenza e l’altra sera è tornato a casa ubriaco. La madre deve averlo richiamato, non potendone più di vederlo in quelle condizioni, e i due hanno discusso, come è successo più volte in passato.

Lei lo ha colpito con il bastone che usa per camminare, lui si è disinfettato con l’alcol e la bottiglia che aveva in mano si è trasformata in uno strumento di morte: la madre l’ha presa, gliel’ha svuotata addosso e poi, con l’accendigas, ha fatto partire la fiammata che l’ha avvolto.

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