Impegnati a vendere uva solidale

Ragazzi con neuro-diversità assunti da Despar per preparare 20mila confezioni
PESCARA. «Buono e solidale», ragazzi speciali a lavoro per la promozione dell’uva da tavola.
Un gruppo di ragazzi con neuro-diversità diventa protagonista del secondo appuntamento del progetto di inclusione lavorativa promossa da Despar Centro-Sud e dalla Cooperativa WorkAut (lavoro e autismo): il ricavato della vendita di circa 20.000 confezioni di uva mista finanzierà nuovi progetti. I ragazzi svolgono e svolgeranno delle prestazioni lavorative regolarmente retribuite, al termine di un percorso formativo sul confezionamento e sulla promozione di uno dei prodotti tipici dell’autunno: l’uva.
L'iniziativa, iniziata il 18 ottobre, durerà fino al 27 ottobre nei punti vendita del Centro-Sud di Despar, Eurospar ed Interspar dove le 20mila confezioni di uva mista senza semi da 1 kg vengono preparate dai ragazzi, tutti maggiorenni, con la collaborazione del fornitore locale OP Agritalia. «Per le persone con neuro-diversità questo tipo di esperienze socio-lavorative costituiscono uno stimolo importante per sentirsi sempre più parte della comunità», spiega Stefania Grimaldi, presidente della cooperativa Sociale WorkAut (lavoro e autismo), «offrire con una sempre maggiore continuità opportunità lavorative è fondamentale per consentire lo sviluppo di abilità ed autonomie personali e garantire serenità e fiducia nel futuro sia ai lavoratori speciali sia alle loro famiglie».
Aumentare e favorire le occasioni che permettano sempre maggiori opportunità di inclusione sociale sul territorio è quindi uno degli obiettivi principali di Maiora, concessionaria del marchio Despar per il Centro-Sud. «Trovare un impiego è molto difficile per i ragazzi con neuro-diversità, ed è fonte di ansia e preoccupazione per le loro famiglie», spiega Pippo Cannillo, presidente e amministratore delegato aziendale, «è compito anche delle imprese impegnarsi per costruire un ambiente di lavoro che tenga conto sia delle difficoltà quanto delle potenzialità di ciascuna persona. Per questo secondo appuntamento con il progetto “Buono e solidale», conclude Cannillo, «abbiamo infatti raddoppiato le giornate di lavoro per i ragazzi, oltre al quantitativo di merce in vendita». (m.d.n.)

