Impennata di Omicron 2: 34mila casi in tre settimane

20 Aprile 2022

Da marzo + 30%. Prima Pescara, cala L’Aquila, salita record a Fossacesia

Esiste un numero per misurare l’impennata dei casi provocata dal dilagare della contagiosissima variante Omicron 2: ottomila. Questa, infatti, è la differenza tra i positivi registrati nei primi 19 giorni di aprile, rispetto ai primi 19 giorni di marzo. Da 26mila a 34mila contagi, la crescita è stata quindi del 30%.
La fetta di popolazione abruzzese più colpita dall’inizio di aprile è stata ancora quella tra i 20 e i 59 anni. Ma è la fascia degli ultrasessantenni quella che ha subito un’impennata più ripida dei casi. Mentre nelle scuole Omicron 2 si diffonde di meno delle varianti che l’hanno preceduta: quella tra 6 e 19 anni è infatti l’unica fascia di età che vede contagi in calo ad aprile rispetto a marzo.
Tra le città, le più colpite sono ancora una volta Pescara, Teramo e L’Aquila. Il capoluogo regionale è però anche l’unica, insieme ad Avezzano e Roseto, a mostrarsi in calo e quindi in controtendenza. Tutte le altre città principali abruzzesi crescono. Ma nessuna come Fossacesia, che ha il record assoluto.
IL CONFRONTO PER FASCE D’ETà
Dall’inizio del mese di aprile è stata la fascia di età tra i 20 e i 59 anni quella che si è più contagiata, con oltre 18mila casi. Il dato non deve stupire, perché questa, oltre a essere la fascia dell’età lavorativa, è anche quella più numerosa della popolazione. Rispetto ai primi 19 giorni di marzo, ad ogni modo, per la fascia lavorativa la crescita dei casi è stata del 28%.
Niente di paragonabile con l’impennata dell’84% degli ultrassessantenni, passati da 4.700 contagi a 8.700 in un mese. Questo dato spiega anche perché le autorità sanitarie nazionali abbiano deciso di dare il via libera immediato alla somministrazione della quarta dose del vaccino anti-Covid per tutti gli ultraottantenni, ma anche per i sessantenni e i settantenni che rientrano nella categoria dei fragili. Si tratta cioè delle persone che hanno ricevuto la terza dose oltre quattro mesi fa e quindi cominciano a subire la riduzione della copertura anticorpale ricevuta con il “booster”.
MENO CONTAGI A SCUOLA
In controtendenza rispetto a tutte le altre fasce di età della popolazione, ma anche rispetto a quanto accaduto nei mesi scorsi, la fascia dei bambini in età scolare è l’unica che ad aprile ha visto un calo nei contagi rispetto al mese di marzo.
Tra i bambini e i ragazzi della fascia 6-19 anni, la discesa è stata infatti del 5%, da 5.579 casi dei primi 19 giorni di marzo ai 5.297 dello stesso periodo di aprile. A scuola, quindi, Omicron 2 si sta diffondendo di meno. Questo è forse anche il primo frutto della campagna di vaccinazione dei bambini, avviata alla fine del 2021 ed entrata nel vivo all’inizio del nuovo anno
Salgono, anche se di poco (13%), i contagi nella fascia non vaccinata, quella da zero a 5 anni che al massimo frequenta nidi e materne: da 1.582 casi a 1.780.
LE CITTà PIù COLPITE AD APRILE
Tra le città, invece, ad aprile è stata ancora una volta Pescara quella più colpita dal virus, con ben 2.978 nuovi positivi.
Al secondo posto, staccata notevolmente, si è piazzata invece Teramo con 1.786 contagi nel mese di aprile. Al terzo posto L’Aquila con 1.631 nuovi positivi. Sopra ai mille casi in 19 giorni anche Montesilvano con 1398, Chieti con 1307 e Vasto con 1072.
LE CITTà più in crescita
Ma in termini di crescita dei contagi, è Fossacesia ad avere il record assoluto: qui ad aprile ci sono stati 281 casi, mentre nei primi 19 giorni di marzo 100. L’impennata è stata quindi del 181%. Segue Penne con una salita del 134% (da 138 a 323 positivi) e Città Sant’Angelo con il più 117% (da 208 a 452 positivi). Vicino al raddoppio dei casi anche Manoppello e San Giovanni Teatino, che hanno fatto registrare rispettivamente una crescita del 97 e del 91% di casi in un mese.
Tra i capoluoghi, Chieti mostra una crescita del 71%, Pescara del 50%, Teramo del 47%.
LE CITTà in controtendenza
L’Aquila è invece l’unico capoluogo con dati in controtendenza: mostra addirittura un calo del 7% del numero di nuovi positivi registrati in un mese.
Solo altre due città oltre all’Aquila ad aprile hanno visto dati in discesa, tra le 30 principali abruzzesi. Si tratta di Roseto degli Abruzzi (anche qui il calo è stato del 7%, da 714 casi a 661) e di Avezzano (da 884 a marzo a 870 contagi ad aprile, con una discesa del 2%).
Si può considerare stabile, invece, la diffusione del virus nella città di Pineto, dove i casi sono stati 333 ad aprile, mentre nello stesso periodo di marzo erano stati 316. La crescita è stata quindi solamente del 5%.