Impennata di richieste per il divorzio breve

21 Maggio 2015

Il 26 entra in vigore la norma che permette di dirsi addio in 6 mesi o in un anno Anche a Pescara è già partita la corsa. L’esperto frena: non è uno spot, cautela

PESCARA. «E’ vero che possiamo divorziare subito?». C’è fermento negli studi degli avvocati che da qualche mese stanno ricevendo potenziali clienti desiderosi di voltare pagina e di rifarsi una vita. Sono anche questi gli effetti della legge sul divorzio breve che sta per entrare in vigore, la corsa alla separazione e al divorzio che ha già coinvolto una trentina di coppie che hanno depositato in Comune la richiesta per dirsi addio. Il 26 maggio entrerà in vigore la legge numero 55/2015 sul divorzio lampo, una rivoluzione che permetterà di salutarsi in soli sei mesi e non più in tre anni se la separazione è consensuale mentre occorrerà al massimo un anno nel caso di separazione giudiziale, se si decide quindi di ricorrere al giudice. Ogni anno in Italia vengono definite più di 60 mila domande di separazione consensuali e più di 30 mila giudiziali e se fino a questo momento i coniugi avrebbero dovuto aspettare tra anni, ora i tempi si sono ridotti drasticamente.

Se sono già oltre 200 mila le coppie italiane che scalpitano, al Comune di Pescara sono state già depositate una trentina di richieste: una piccola percentuale che racconta comunque come anche tra i pescaresi sia forte l’attesa di dirsi addio nel più breve tempo possibile. La domanda di separazione o di divorzio, a certe condizioni, può infatti essere proposta con la procedura di negoziazione assistita o semplicemente davanti all’ufficiale dell’anagrafe civile pagando 16 euro e senza la necessità di rivolgersi a un avvocato. Per poter accedere a questa procedura semplificata è necessario l’accordo di separazione o divorzio consensuale, con il pieno accordo delle parti su tutti gli aspetti personali e patrimoniali. La strada alla libertà sembrerebbe così spianata e anche economica eppure non tutti gli avvocati guardano alla nuova legge e alla procedura in Comune con ottimismo.

«E’ come passare da una Cinquecento a una Lamborghini», commenta l’avvocato matrimonialista Matilde Cionini che da un lato coglie nella legge gli aspetti positivi e dall’altro alcuni nei che la lasciano scettica. «E’ uno scenario molto rivoluzionario», spiega il legale, «ed è bene che le persone si informino. Il rischio maggiore di procedere senza il consulto di un avvocato, che significa quindi avere un parere tecnico, è di ottenere rapidamente una separazione ma di trovarsi, poi, di fronte a un contenzioso che può essere più aspro e che può essere evitato solo dove le condizioni sono state scritte bene in precedenza. Ecco perché consiglio comunque di appoggiarsi a un legale, anzi a due legali».

Rifugge dallo spot “divorzio lampo” , l’avvocato Cionini, che invita comunque ad andarci cauti per scongiurare rischi non calcolati e non incorrere, quindi, in provvedimenti privi «della forza e dell’efficacia che hanno invece le clausole», come aggiunge ancora.

Un’altra norma che cambierà è che mentre fino ad adesso lo scioglimento della comunione tra i coniugi avveniva con il passaggio in giudicato della sentenza di separazione, ora lo scioglimento si verificherà nel momento in cui il presidente del tribunale autorizza i coniugi a vivere separati.

Nel caso di separazioni giudiziali al posto degli attuali tre anni di separazione ininterrotta si passa ad un anno con decorrenza del termine sempre dalla comparsa dei coniugi di fronte al presidente del tribunale. Lo scorso anno, il tribunale di Pescara, si è occupato di 651 separazioni e di circa 418 divorzi e l’iter è abbastanza veloce perché la fase presidenziale, quella che cioè precede la fase “processuale” di fronte al giudice viene sbrigata in sessanta giorni.

Se gli uffici del Comune al piano terra di via Calabria sono così già pronti a occuparsi di una trentina di pratiche di coppie che vogliono separarsi, il tribunale al momento non teme resse né ci sono avvisaglie che gli uffici giudiziari possano essere intasati.

©RIPRODUZIONE RISERVATA