Impianto biogas, il direttore della Riserva boccia il progetto

LORETO APRUTINO. Assemblea cittadina, stasera al cinema di Loreto, sulla possibilità o no di realizzare un impianto a biometano. Dopo il no di Slow Food Abruzzo e del neonato comitato “Difendiamo...
LORETO APRUTINO. Assemblea cittadina, stasera al cinema di Loreto, sulla possibilità o no di realizzare un impianto a biometano. Dopo il no di Slow Food Abruzzo e del neonato comitato “Difendiamo Loreto”, ha esposto la sua contrarietà anche il direttore della Riserva naturale di Penne, Fernando Di Fabrizio. «La preoccupazione civile di cittadini, istituzioni e associazioni è più complessa e profonda. La critica è sempre il sale della democrazia, soprattutto quando gli insediamenti previsti, come in questo caso, vanno a incidere sul futuro di una comunità che vive in una specie di terra promessa, la vallata del Tavo, produttiva e accogliente. La diffidenza e l’opposizione si stanno manifestando contro un impianto industriale impattante, in un luogo di pregio dove la legge 431/85 (Galasso) non consente la trasformazione del paesaggio. Mezzo secolo di battaglie civili delle associazioni ambientaliste hanno consentito di impedire veri scempi di interi boschi, sorgenti e vallate, e di avere una conoscenza profonda dei luoghi. Prima di avviare l’iter per progetti di forte impatto ambientale, che spuntano da un giorno all’altro senza alcun approfondimento scientifico sul sito dove verrà localizzato, si dovrebbe avviare un confronto con il territorio».
Stasera c’è l’assemblea pubblica, «un’ottima iniziativa anche se leggermente in ritardo, se è vero che i terreni sono già stati individuati e opzionati dai privati che vogliono realizzare l’impianto. Mi chiedo se sia stato considerato ad esempio il Contratto di fiume, un protocollo giuridico per la rigenerazione ambientale del bacino idrografico di un corso d'acqua. Anche gli altri comuni della valle del Tavo dovrebbero essere coinvolti sia perché il trasporto del materiale organico riguarda i loro territori e perché l’eventuale ricaduta negativa sull’immagine dei prodotti di qualità riguarda tutta l’area vestina». (f.bel.)

