Impianto crematorio No dell’opposizione

26 Novembre 2019

BOLOGNANO. Si accende la polemica sulla possibilità di costruire un impianto di cremazione nella frazione di Piano d’Orta, dopo l’approvazione in consiglio comunale, della sola maggioranza, del via...

BOLOGNANO. Si accende la polemica sulla possibilità di costruire un impianto di cremazione nella frazione di Piano d’Orta, dopo l’approvazione in consiglio comunale, della sola maggioranza, del via libera al progetto. Decisione che ha fatto seguito alla precedente approvazione in giunta, qualche mese fa. «Da quella data, come opposizione», spiega il capogruppo Antonio Di Marco, «abbiamo fatto richiesta degli atti relativi alla delibera (il 5 agosto); abbiamo sollecitato l’istanza il 13 agosto, facendo richieste puntuali su aspetti fondamentali dell’atto deliberato, ad esempio su che base si quantifica la “richiesta consistente” di cui parlano, e si giustifica “l’urgenza prioritaria” di una tale realizzazione, tenendo conto che gli impianti crematori funzionanti più prossimi si trovano, nel centro Italia, a Roma, San Benedetto del Tronto e Ascoli Piceno, e che in alcune città d’Abruzzo sono in fase avanzata le procedure propedeutiche alla realizzazione di nuovi incineratori; abbiamo poi ricordato», va avanti Di Marco, «che il tempio crematorio è una struttura catalogata come inceneritore di rifiuti speciali, e dunque deve osservare determinati parametri, ed essere compatibile con l’ambiente. Abbiamo auspicato che prima di procedere con la delibera di giunta fosse stata effettuata una verifica preliminare circa lo stato di salute e ambientale di Piano d’Orta».
Di Marco e il suo gruppo hanno prodotto anche una diffida, dopo che un ulteriore sollecito ad avere risposta è stato ignorato. Così nell’ultimo consiglio comunale del 20 novembre scorso, la minoranza ha richiesto un rinvio del voto definitivo sull’argomento «per consentire», si legge in una nota, «una fase di approfondimento tecnico-ambientale e sanitario, di ascolto della cittadinanza. Assieme al gruppo di opposizione, non intendo tollerare distrazioni amministrative», conclude Di Marco, «che, consentendo l’esercizio di un impianto del genere, arrecherebbe danni notevoli all’immagine turistica e ambientale del territorio e minerebbe la salute dei cittadini del comprensorio».