Impianto di cremazione: il Tar sblocca l’appalto

Città Sant’Angelo: era tutto fermo dal 2014, per i lavori serviranno due anni Florindi: «Servirà tutta la regione e creerà una dozzina di posti di lavoro»
CITTÀ SANT’ANGELO . Entro un paio d’anni potrebbe finalmente vedere la luce l’impianto di cremazione che il municipio vuole realizzare a ridosso del cimitero comunale. Il Tar di Pescara nei giorni scorsi si è pronunciato su una vicenda che va avanti praticamente dal 2014, da quando cioè l’amministrazione guidata da Gabriele Florindi (Pd), con le prime delibere di giunta e determine dirigenziali, ha avviato le procedure per costruire una struttura che metterebbe Città Sant’Angelo all’avanguardia in Abruzzo. A proporre il project financing, che comporta un investimento di oltre 5 milioni e 200mila euro, era stata la Saie srl, ma la gara avviata nel settembre 2017 per “affidamento in concessione della progettazione, costruzione e gestione economico funzionale di una casa funeraria con annesso impianto di cremazione” è stata vinta dalla cooperativa intersettoriale Montana di Sassoleone (Cims). Quest’ultima ha presentato l’offerta più vantaggiosa: di qui il ricorso della Saie al Tar contro l’ammissione della Cims alla gara. Il Tribunale amministrativo ha però ritenuto validi tutti i passi fatti dal Comune: a questo punto la Saie può esercitare entro 15 giorni il diritto di prelazione, allineando però la propria offerta economica a quella della Cims, oppure in alternativa ricorrere al Consiglio di Stato.
Altrimenti sarà la Cims ad andare avanti con progettazione definitiva ed esecutiva, e quindi con la consegna dei lavori la cui durata è stimata, comprese le fasi di collaudo, in 389 giorni. Il primo cittadino esprime soddisfazione per la sentenza che dà ragione all’amministrazione: «Avevo quasi perso le speranze, e mi auguro davvero che questa possa essere la volta buona», commenta Florindi, «temevo che questa diventasse una delle tante opere che in Italia vengono bloccate dalle lungaggini burocratiche: sono anni che siamo impantanati tra ricorsi e controricorsi, traversie varie e spese legali». Il sindaco considera la realizzazione della struttura «una conquista di civiltà», oltre a sottolinearne i vantaggi per la comunità: «Si tratta di un impianto che andrebbe a servire una vasta utenza sovraregionale», spiega Florindi, «in quanto al momento l’unico attivo, tra l’altro anche vetusto, si trova a San Benedetto del Tronto, e ha lunghe liste d’attesa. Oltre a creare una dozzina di posti di lavoro, la struttura una volta a regime permetterebbe al Comune di incassare una “royalty” da parte di chi la costruirà e gestirà». Il disciplinare di gara prevede che l’affidamento in gestione possa arrivare fino a 40 anni, riconoscendo un contributo annuo all’amministrazione di 110mila euro, oltre a uno sconto del 10% sulle tariffe per i residenti a Città Sant’Angelo.

