«Impianto fanghi, solo attacchi strumentali»

Città Sant’Angelo, Sinistra italiana contro l’opposizione difende il no alla piattaforma a Piano di Sacco
CITTA’ SANT’ANGELO. «Attacchi strumentali». Così Daniele Licheri dell’Esecutivo regionale Sinistra italiana replica alle dichiarazioni dei consiglieri Matteo Perazzetti, Lucia Travaglini e Maurizio Valloreo in merito alla contrarietà, espressa dal sindaco di Città Sant’Angelo Gabriele Florindi e dal vicesindaco Alice Fabbiani, all’insediamento per il trattamento dei fanghi della ditta Nicolaj a Piano di Sacco.
La questione era stata di recente al centro di un’assemblea pubblica. Un incontro in cui la Fabbiani aveva annunciato la volontà di far fronte comune, individuando «soluzioni congiunte e coordinate», e l’approvazione di una proposta di delibera condivisa per ribadire nei Consigli comunali delle amministrazioni coinvolte il no all’impianto. A Perazzetti, Travaglini e Valloreo, che hanno definito la posizione assunta «un tentativo di catturare qualche consenso per le prossime tornate elettorali», Licheri ha replicato definendo «evidente» la volontà di Sinistra Italiana e della maggioranza angolana «di bloccare il progetto del centro per il trattamento dei fanghi della ditta Nicolaj». Un’attività «capillare sul nostro territorio che portiamo avanti da anni, partecipando in prima linea ad assemblee pubbliche, producendo atti e documenti pubblici che, ad esempio, hanno scongiurato la realizzazione, a Piano di Sacco, di una discarica prevista dal Piano provinciale di gestione rifiuti», ha precisato. «Gli atti a cui si riferiscono i consiglieri di minoranza, tra l’altro prodotti quando Sinistra italiana non era presente, sono documenti che mostrano la compatibilità urbanistica e non ambientale dell'impianto. Per ottenere la compatibilità ambientale sono necessarie autorizzazioni di vari enti che vanno sottoposti al giudizio del Comitato Via Regionale». Licheri ha, poi, parlato del «coinvolgimento nella vicenda» del Comune di Montesilvano: «Il vicesindaco Fabbiani ha chiesto al sindaco Francesco Maragno di deliberare, quindi di prendere posizione, in merito alla realizzazione di questo impianto, in quanto le conseguenze riguarderebbero anche la cittadina costiera in termini ambientali e di aumento di traffico merci».
Sul caso Terra Verde ha, infine, dichiarato: «Il Comune di Città Sant’Angelo è stato costretto a rinunciare all’impugnazione perché era decaduta la motivazione con la quale avevamo aperto la causa contro la ditta. A seguito dei rilievi Arta si è riscontrato che l'area non risulta ad oggi inquinata, a livello di suolo, dall’incendio sviluppatosi qualche anno fa nel sedime della ditta di lavorazione dei rifiuti». (r.a.b.)

