Impianto per i rifiuti «Ignorati i fondi Pnrr 15 milioni spesi male»

Il consigliere Blasioli del Pd attacca Masci e Perazzetti: «Potevano risparmiare i soldi pubblici. Un errore il mutuo»
CITTÀ SANT'ANGELO. «Il biodigestore avrebbe potuto essere finanziato con fondi Pnrr». Secondo il Pd, i 15 milioni di euro di soldi pubblici necessari a costruire l’impianto a biogas in contrada Piano di Sacco, a Città Sant’Angelo, avrebbero potuto essere risparmiati. «Con il Pnrr si sarebbero ottenuti risparmi, condizioni più vantaggiose e probabilmente tempi più celeri», denuncia il consigliere regionale Antonio Blasioli, «il prestito con la Banca europea degli investimenti non era affatto l’unica soluzione: Masci e Perazzetti sostenevano l’impossibilità di ricorrere a un contributo a fondo perduto ma non è così».
In ballo c’è un impianto per trattare 60mila tonnellate di rifiuti organici all’anno con produzione di 3,6 milioni di metri cubi di biometano. Un ecovalorizzatore proposto ad Ambiente spa, la società pubblica dei rifiuti composta dal Comune di Pescara all’83% e da altre 31 amministrazioni locali del Pescarese, da due aziende del gruppo Snam, la Ies Biogas e la Renerwaste. Ambiente ha approvato la prima bozza del progetto e, a breve, partirà la gara d’appalto. Il costo dell’opera ammonta a 30 milioni, 15 privati e altri 15 pubblici già arrivati nelle casse del Comune di Pescara da un mese come attesta una delibera della giunta del sindaco Carlo Masci. Ora il Pd rivela che, con il Pnrr, sono stati finanziati in Abruzzo «ben tre progetti, smentendo in primis quanto diceva il sindaco di Città Sant’Angelo Matteo Perazzetti. Sulla base della graduatoria, il Comune di Teramo si è assicurato 28.104.478,70 euro, il Comune di Cupello 20.476.600 e, con una specifica modalità di associazione tra Comuni, il consorzio Ecolan della provincia di Chieti 14.517.411,59. La mancata partecipazione del Comune di Pescara in forma associata», dice Blasioli, «è incomprensibile, in quanto si è rinunciato a un contributo a fondo perduto, preferendo un prestito di 15 milioni di risorse Bei, che andrà restituito con relativi tassi d’interesse, che seppur molto convenienti costituiscono un aggravio di costi». Questi i punti critici dell’affare biodigestore a detta del Pd: «Pescara sarà tenuta a restituire i fondi alla Bei, pagare il canone concessorio al futuro vincitore e pagare ovviamente i conferimenti dei rifiuti. Un’occasione persa che impatterà negativamente sull’abbassamento delle tariffe di conferimento, oltre che, banalmente, sul fatto che l’impianto sarebbe stato da subito di proprietà pubblica, mentre con il combinato disposto del prestito e del project financing lo diventerà dopo 15 anni, quando l’impianto sarà vecchio e probabilmente non più al passo con la moderna tecnologia».
«Andando a memoria», sottolinea il consigliere comunale di Pescara Marco Presutti, «ricordo a fatica decisioni politiche che abbiano prospettato così tanti svantaggi per la collettività. È un po’ come se uno avesse la possibilità di accedere al Superbonus ma preferisse in ogni caso ottenere un prestito da una banca a tassi agevolati». «A Città Sant’Angelo», dice la consigliera Catia Ciavattella del gruppo Insieme per Città Sant’Angelo, «mentre nelle segrete stanze si lavorava congiuntamente a Pescara per portare avanti il progetto del biodigestore, pubblicamente non si aveva il coraggio di manifestare quest’intesa, tanto da rinunciare a tentare di ottenere i fondi Pnrr».
Blasioli conclude tratteggiando uno scenario: «Il bando del Pnrr obbliga i tre vincitori abruzzesi a contrarre obbligazioni giuridicamente vincolanti entro la data del 31 dicembre 2023, e al tempo stesso la pubblicazione del bando per il project financing da parte di Ambiente sembra ormai essere slittata al 2023. Ciò significa che i tre soggetti potrebbero concludere i lavori (nuovi o di ampliamento) prima di Ambiente». Attualmente in provincia di Pescara si producono 33.934 tonnellate di organico annue. «Se in Abruzzo si realizzano altri tre impianti di questo tipo, tra l’altro in tempi più rapidi, chi ci assicura che», dice Blasioli, «sia ancora conveniente realizzarne uno ex novo per abbattere i prezzi in Provincia di Pescara?».

