Impianto rifiuti a Piano di Sacco Ambiente: ecco perché conviene

CITTÀ SANT’ANGELO. Il presidente uscente di Ambiente, Massimo Papa, interviene nel dibattito sul progetto del biodigestore a Piano di Sacco, condotto lo scorso 8 agosto dall’assemblea pubblica che si...
CITTÀ SANT’ANGELO. Il presidente uscente di Ambiente, Massimo Papa, interviene nel dibattito sul progetto del biodigestore a Piano di Sacco, condotto lo scorso 8 agosto dall’assemblea pubblica che si è svolta a Città Sant'Angelo, per rispondere a quelle che lui stesso definisce «alcune imprecisioni» emerse durante l’incontro. Il numero uno di Ambiente parte dal processo anaerobico dell'impianto e spiega: «Si tratta dello sviluppo tecnologico dell’aereobico e si basa sull’opportunità di captare e utilizzare il prodotto della fermentazione (biogas) della Forsu, quindi della frazione organica dei rifiuti solidi urbani, addizionato ai rifiuti ligneo-cellulosici, il che consente di eliminare il rischio olfattivo e la dispersione nell'ambiente di gas e Co2. Tutto questo consente di ridurre l'impatto ambientale, avere un ritorno economico ed eliminare i cattivi odori».
Quindi Papa si sposta sull'idea della raccolta diffusa, proposta come alternativa al biodigestore, dagli esponenti del Partito democratico e di Italia nostra: «L’idea di diffondere il processo aerobico, coinvolgendo il singolo utente o gruppi di utenze, appare folle non solo per motivi di impatto ambientale, ma per motivi logistici. Immaginate a Pescara o Montesilvano o Spoltore o nella stessa Città Sant'Angelo la presenza di numerose aree da dedicare al compostaggio domestico o di comunità. Senza sottovalutare i conseguenti aspetti igienico-sanitari che sarebbero compromessi».
Come si ricorda nella nota «lo sviluppo della produzione di biometano da Forsu rientra tra le proposte avanzate da associazioni come Greenpeace Italia, Legambiente e Wwf Italia al governo Draghi per affrontare in modo strutturale la dipendenza dall’estero per l’approvvigionamento del gas». Il progetto inoltre, sempre attenendosi alle indicazioni fornite da Ambiente, «garantisce una riduzione dei costi di smaltimento della Forsu pari a un 30 per cento, da circa 144 euro a 110 euro a tonnellata. Non considerando gli incentivi che verranno decisi dal Mite e che porteranno i benefici a una riduzione dei costi vicina al 50 per cento, in assoluta controtendenza rispetto al progressivo aumento dei prezzi oggi attestato a un + 25 per cento che tende a crescere».
Quindi Papa conclude: «Il comune ospitante avrà un azzeramento dei costi di conferimento e trasporto Forsu per i primi tre anni, mentre poi pagherà solo il 50 per cento».

