Impianto rifiuti, lite in Comune Il Pd: il progetto tenuto nascosto

Arriva in consiglio la proposta del centro per l’organico a Piano di Sacco, l’opposizione accusa La replica di Perazzetti: «La minoranza è impreparata, siamo pronti ad ascoltare i residenti»
CITTÀ SANT’ANGELO. Non sono bastate quasi tre ore di discussione al consiglio comunale di Città Sant’Angelo per trovare una linea comune sul progetto presentato da Ambiente per realizzare a Piano di Sacco il nuovo impianto per lo smaltimento dei rifiuti organici. L’opposizione ha confermato la linea della contrarietà alla nuova struttura che andrebbe a servire tutti i 32 comuni gestiti da Ambiente, accusando il sindaco Matteo Perazzetti e l’intera amministrazione comunale di «aver tenuto nascosto» il progetto, non riferendo mai in consiglio quello che stava nascendo e che ha portato all’individuazione del sito angolano come quello più idoneo tra i valutati. In particolare, sono stati il capogruppo del Partito democratico Antonio Melchiorre e la consigliera Catia Ciavattella ad a incalzare la discussione: «È gravissimo che i consiglieri comunali siano stati tenuti all’oscuro del disegno di Ambiente», hanno ripetuto a più riprese, davanti ad alcuni residenti della zona interessata, intervenuti nella sala consiliare. «Resta davvero difficile credere che sindaco e amministrazione non ne sapessero nulla, quando il primo cittadino ha partecipato alla conferenza per chiedere il mutuo alla Bei (Banca europea degli investimenti)», necessario per coprire una parte del progetto che ha un costo complessivo di 30 milioni di euro, come spiegato dall’azienda proponente. «Non vogliamo che Piano di Sacco venga trasformata nella pattumiera della provincia di Pescara» hanno incalzato, sostenuti anche dal consigliere Lucio D’Anteo che ha ricordato come il sindaco «nei mesi scorsi si è recato a Foligno per visitare un impianto analogo». Affermazione a cui Perazzetti ha risposto dicendo di aver «visitato sia quello, ma anche altri centri per lo smaltimento della plastica e della carta, tra Gualdo e Bologna, in quanto sono materie non di mia diretta competenza e per le quali ho voluto prendere informazioni». Poi ha aggiunto: «Ancora una volta l’opposizione si dimostra palesemente impreparata, in quanto afferma che il terreno è di Ambiente, ma in realtà così non è perché è stata versata solo una caparra. In questo momento esiste solo un progetto preliminare, sulla base del quale abbiamo aperto un dibattito istituzionale e con i cittadini, come dimostrano il consiglio e l’assemblea di venerdì scorso a Ibisco».
Durante la discussione ci sono stati accesi botta e risposta tra i consiglieri contrari al disegno e gli assessori Simona Rapagnetta, Lucia Travaglini, Maurizio Valloreo e Marcello Di Gregorio, chiamati direttamente in causa. E nello scambio di accuse reciproche, a cercare di fare un po’ di chiarezza ci ha provato il presidente di Ambiente Massimo Papa: «Questo impianto rappresenta una svolta nella gestione dei rifiuti, in quanto non solo non emette alcuna forma di inquinamento, né sotto il profilo degli odori, né delle emissioni, ma al contrario riuscirà a produrre ricchezza, trasformando i rifiuti organici in biometano e alleggerendo la bolletta per l’intera collettività. Inoltre, cosa non di poco conto, sarà in grado di creare occupazione, sia in maniera diretta, sia tramite l’indotto». L'impressione è che lo scontro per la costruzione del nuovo impianto, che dovrà passare dal Comitato Via della Regione, sia solo all’inizio.

