Impiegata di banca perseguitata dal suo ex

L’uomo, geometra 40enne del Chietino, le telefonava anche 80 volte al giorno: bloccato dal giudice
PESCARA. Una relazione di pochi mesi, poi la rottura. Ma un geometra di quarant’anni della provincia di Chieti non si è rassegnato a lasciare andare la sua ex, una impiegata di banca pescarese, e ha cominciato a perseguitarla, fino a vedersi notificare un ammonimento del questore che l’avrebbe dovuto tenere lontano dalla donna. Ha continuato a fare di tutto, pur di ottenere le sue attenzioni, tempestandola di telefonate - ne ha fatte fino a 80 al giorno - e di messaggi, pedinandola e bloccandola davanti al posto di lavoro. Ora, però, è arrivato il provvedimento del giudice per le indagini preliminari Antonella Di Carlo che impone all’indagato di non avvicinarsi alla vittima e ai luoghi che frequenta, e gli vieta di comunicare con la sua ex con qualsiasi mezzo, compreso il citofono.
Il provvedimento gli è stato notificato dal personale della squadra mobile diretta da Dante Cosentino, lo stesso che si è occupato delle indagini, coordinate dal pm Rosangela Di Stefano.
La storia d'amore tra i due è durata pochi mesi. Una volta finita, il quarantenne ripetutamente e caparbiamente ha tentato di riconquistare la ex, ma la valanga di messaggi e telefonate che le inviava non è servita. Anzi, la donna lo ha bloccato tra i suoi contatti.
Il quarantenne ha cominciato anche a pedinarla e a presentarsi davanti alla banca, dove le impediva l’accesso pur di riuscire a manifestare le proprie intenzioni e il suo desiderio di riprendere la storia d’amore (lo mostrano le immagini delle telecamere). Non sapendo più come difendersi da quella ossessione, la vittima si è rivolta alla questura, sollecitando una ammonizione nei confronti del suo ex compagno, nel tentativo di farlo desistere e di allontanarlo.
Ma il provvedimento è stato inutile perché lo stalker non si è perso d’animo e ha continuato a inviare mail, a chiamare la sua ex anche sul telefono dell’ufficio fingendo di essere il fratello, e provando a contattare anche il padre della malcapitata. Ogni strada gli sembrava percorribile pur di farsi notare, di catturare l’attenzione della donna. Neppure cambiare orari e abitudini di vita si è rivelato utile ad evitare la sua presenza ingombrante. E così la vittima ha presentato querela per il reato di atti persecutori (stalking) e l’autorità giudiziaria ha chiesto e ottenuto dal giudice una misura cautelare che impedisca all’indagato di continuare a perseguitare la sua ex. Ora dovrà starle lontano. (f.bu.)

