Imposta di soggiorno, no allo stop

15 Aprile 2020

Seccia: «È impossibile sospendere il tributo applicato ai turisti»

PESCARA. I turisti che arriveranno a Pescara nei prossimi mesi, quando saranno ridotte o eliminate le restrizioni per l’emergenza coronavirus, dovranno pagare la tassa di soggiorno. L’amministrazione comunale non sospenderà l’applicazione dell’imposta. Lo ha annunciato ieri l’assessore ai tributi Eugenio Seccia.
«Non è possibile sospenderla», ha affermato, «perché sarebbe un’operazione illegittima che andrebbe a bloccare un meccanismo complicato, visto che gli alberghi e i bed and breakfast agiscono come sostituti d’imposta, cioè applicano la tassa ai turisti per poi girare l’incasso al Comune».
La richiesta di una sospensione dell’imposta era partita nei giorni scorsi dai consiglieri di centrosinistra per aiutare le strutture in crisi. La tassa di soggiorno è stata istituita nel 2016 con l’obiettivo di finanziare, con il relativo gettito, le iniziative e i progetti per il turismo. È dovuta dai non residenti a Pescara che pernottano nelle strutture ricettive. Il soggetto responsabile degli obblighi tributari è il gestore della struttura presso la quale vengono ospitati coloro che sono tenuti al pagamento dell’imposta.
La misura del tributo è determinata per persona e per pernottamento. I soggetti che pernottano in alberghi, pensioni, stanze in affitto o bed and breakfast, corrispondono l’imposta al gestore e poi quest’ultimo deve effettuare il versamento al Comune entro 15 giorni dalla fine di ogni trimestre.
Intanto, da quanto risulta, nel primo trimestre di quest’anno il Comune ha incassato solo 1.689 euro con la tassa di soggiorno.
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