Imprenditore si oppone a Terna «Nel mio terreno non entrerete»

Cepagatti: il titolare dell’azienda Abruzzo vini blocca i tecnici, intervengono anche i carabinieri: «Il valore dell’area è crollato da 700 a 80mila euro, ho diritto a un congruo risarcimento»
CEPAGATTI. Divieto d’accesso ieri per i tecnici incaricati da Terna di occupare il terreno di contrada Buccieri, nel nucleo industriale di Piano Marino, dov’è prevista la realizzazione del traliccio numero 2 per l’interconnessione elettrica Montenegro-Italia. Con un gruppo di attivisti del comitato No Terna, il proprietario del sito, Luigi Giampaolo, titolare dell’azienda enologica “Abruzzo vini”, si è opposto all’immissione in possesso del suo terreno da parte del gestore delle reti elettriche. L’imprenditore ha un contenzioso aperto con Terna per ottenere un congruo risarcimento, che ritiene proporzionato al danno subito con la svalutazione dopo l’inserimento dell’area, di 9mila metri quadri, nel progetto dell’elettrodotto. Secondo la perizia in mano a Giampaolo, il valore dell’appezzamento sarebbe crollato da 700 a 80mila euro. Alcuni anni fa, quando nessuno ancora immaginava che dal mare Adriatico sarebbe un giorno spuntato un cavo lungo più di 400 chilometri, proveniente dal Montenegro, da convogliare fino alla centrale elettrica di Piano Marino per incrementare la dotazione energetica dell’Italia, il titolare di “Abruzzo vini” aveva presentato al Comune di Cepagatti un progetto, da mettere in cantiere con un investimento di un milione e mezzo di euro, per costruire un insediamento produttivo dove traslocare la sua azienda. Il progetto prevedeva anche una sala espositiva e di degustazione vini e altri prodotti della tradizione, locali per stoccaggio e invecchiamento, deposito per il vino, una sala fitness e c’era pure una trattativa in corso con un istituto di credito per aprire uno sportello bancario.
Quando poi lo Stato ha deciso di collegare con un cavo elettrico il Montenegro con l’Italia, stabilendo che il punto di congiunzione sarebbe stato realizzato tra il mare e la collina pescarese, il progetto di sviluppo di “Abruzzo vini” si è arenato, essendo ormai quel terreno destinato ad accogliere il pilone numero 2 dell’interconnessione energetica transadriatica. Sull’area di Piano Marino oltre ai manifestanti in lotta contro il passaggio del cavo Terna, sono arrivati ieri anche i carabinieri di Cepagatti, informati la sera prima dallo stesso proprietario dell’opposizione che ci sarebbe stata all’occupazione.
«Ho comunicato a Terna, a forze dell’ordine e Comune che mi sarei opposto, che non avrei autorizzato la ditta incaricata a entrare nel mio terreno e non li farò passare fin quando non avranno pagato il risarcimento che mi spetta», afferma Giampaolo, «Continuano a dire che questa è un’opera pubblica, dello Stato, ma lo Stato siamo anche noi e credo che abbiamo dei diritti, oltre che dei doveri. Quando pagheranno mi metterò anch’io a scavare con gli operai, ma se non riconosceranno quello che sono tenuti a darmi, continuerò la mia battaglia in tribunale. Ci sono poi tanti aspetti da chiarire e ho intenzione di chiarirli tutti. Avevo un terreno dove stavo per realizzare una struttura importante, vitale per la mia azienda, adesso me lo ritrovo agricolo, senza quasi più valore, non ci posso fare più niente».

