Imprenditore vince la causa con la banca

Montesilvano. Il cliente si era visto richiedere 130mila euro, ma ora lo stesso istituto dovrà risarcirlo
MONTESILVANO. Porta a casa un altro successo l’associazione Sos Utenti che si occupa in particolar modo della tutela degli utenti rispetto al servizio bancario.
Ad avviare un’azione civile contro un importante istituto bancario nazionale, era stato l’avvocato Emanuele Argento, esperto in materia bancaria, che agiva per conto di un noto imprenditore edile di Montesilvano al quale la banca aveva, già dal 2012 (il rapporto bancario tra le parti risaliva al marzo del 1994), avviato una azione civile, per ottenere un credito che, a suo dire, ammontava a 130 mila euro.
Anche se ci sono voluti più di sette anni di causa, l’avvocato Argento è comunque riuscito ad avere ragione, dimostrando che al contrario era l’imprenditore a essere creditore nei confronti della banca e facendo condannare l’istituto bancario a un risarcimento nei confronti del costruttore di Montesilvano, oltre a tutte le spese processuali e legali.
A giugno dello scorso anno c’era stata una prima sentenza emessa dal giudice Grazia Roscigno, con la quale veniva stabilito un supplemento di perizia, fissando però dei punti ben precisi in favore dell’imprenditore.
E cioè la nullità della clausola del contratto di conto corrente stipulato tra le parti; la nullità della clausola relativa alla commissione di massimo scoperto in quanto indeterminata, e accertando che la banca «non ha dato prova di aver comunicato alla società attore l’adeguamento del rapporto».
Insomma una prima sentenza che fissava dei punti cardine: l’ennesima riprova che l’intensa attività dell’associazione Sos Utenti, che porta avanti questi ricorsi ormai da diversi anni, grazie anche all'attività dell’avvocato Emanuele Argento, continua a delineare una linea giurisprudenziale di notevole importanza, soprattutto per quelle imprese che si trovano in difficoltà con le proprie attività e che, proprio in quel delicato momento della loro vita lavorativa, si vedono precludere ogni possibile aiuto da parte del credito bancario, che anzi li perseguita anche civilmente.
E si parla ancora una volta di anatocismo e di calcoli di interessi illegittimi che molto spesso, e queste sentenze ne sono la riprova, diventano un vero e proprio boomerang per gli istituti di credito.
E così è andata anche per l'imprenditore di Montesilvano andato in grosse difficoltà economiche anche per le pretese illegittime della banca che, non solo non ha avuto ragione nel richiedere la somma di 130 mila euro al costruttore di Montesilvano, ma si è vista condannare, dopo il supplemento di perizia, anche a pagare oltre 30 mila euro all'imprenditore.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

