Imprese, 7 sigle alla Regione: fermi gli aiuti per 10milioni

PESCARA. «La legge di sostegno alle imprese del turismo e della ristorazione, danneggiate dalla zona rossa decretata per l’emergenza Covid, è ferma nei cassetti della Regione da maggio scorso. Come...
PESCARA. «La legge di sostegno alle imprese del turismo e della ristorazione, danneggiate dalla zona rossa decretata per l’emergenza Covid, è ferma nei cassetti della Regione da maggio scorso. Come anche i 10 milioni di euro destinati al credito dei settori più colpiti dalla pandemia». È quanto denunciato, in conferenza stampa, ieri a Pescara, dai rappresentanti delle associazioni di categoria delle piccole e medie imprese d’Abruzzo, Graziano Di Costanzo, direttore regionale della Cna, Luciano Mari Fiamma, presidente Confapi dell’Aquila, Lido Legnini, direttore Confesercenti Abruzzo, Fabrizio Vianale, direttore Confartigianato Pescara, Flaviano Montebello e Dario Buccella, coordinatori regionali Casartigiani, Gianluca Luminari, direttore Claai Pescara e con Roberto Donatelli, presidente regionale della Confcommercio. «I 15 giorni previsti per l’attivazione delle misure contenute nella legge per il turismo, annunciata con grande enfasi e approvata il 18 maggio 2021, sono già diventati 245, ma di quell’intervento non si ha più notizia, mentre le imprese sono tornate in piena emergenza», hanno affermato i rappresentanti delle associazioni datoriali, «un tempo enorme in cui la giunta regionale non ha indicato alcuna plausibile ragione di tanto ritardo, nonostante la legge fosse stata votata all’unanimità dall’assemblea regionale». Le associazioni di categoria tornano a sottolineare la difficoltà, per le pmi abruzzesi, di accedere al credito garantito attraverso il Fondo centrale di garanzia, la necessità di far fronte alle emergenze di liquidità, la ripresa del pagamento di tasse precedentemente bloccate, i benefici che gli investimenti effettuati avrebbero avuto sul sistema economico regionale e il coinvolgimento dei Confidi, che avrebbe consentito un effetto moltiplicatore delle somme stanziate.
«Tutte ragioni la cui validità è oggi confermata anche dall’autorevole voce dell’Associazione Bancaria Italiana, che ha lanciato più volte l'allarme sul rischio di insolvenza per molti piccoli imprenditori: motivo questo, per chiedere l’immediata applicazione delle legge con lo sblocco dei fondi», hanno ribadito i portavoce della protesta.
«Una situazione inaccettabile, che colpisce ulteriormente alcuni settori che, come il turismo, non hanno potuto contare sul sostegno promesso e che si trovano a dover affrontare una nuova crisi per la ripresa dei contagi. Stesso discorso», concludono, «per i 10 milioni di euro del programma Restart, in gran parte disponibili in cassa da febbraio 2019, destinati all’area cratere del sisma 2009 e non ancora spesi». (m.p.)

