Imprese, bonus e giustizia Cosa è cambiato del Pnrr

28 Novembre 2023

Tempi più veloci per i processi, appalti semplificati e nuove regole per gli aiuti

L'AQUILA. Un’ulteriore accelerazione dei tempi della giustizia civile e penale, una nuova semplificazione degli appalti, la razionalizzazione degli incentivi alle imprese, nuove misure per favorire la concorrenza ed altre per assicurare i pagamenti tempestivi della pubblica amministrazione. Legati al pacchetto energia ci sono l’impegno a redigere un Testo unico delle energie rinnovabili e, soprattutto, il taglio dei sussidi dannosi per l’ambiente.
ù Dopo il via libera, da parte della Commissione Europea, alla modifica del Pnrr, il piano nazionale di ripresa e resilienza comprende ora 66 riforme: sette in più rispetto al piano originario e 150 investimenti, per un totale di 194,4 miliardi di euro. Oltre ad integrare il Piano transizione 5.0 all’interno del capitolo sul RepowerEu, le modifiche indirizzano maggiori sforzi sulla sostenibilità, con un particolare focus sulla transizione energetica e la digitalizzazione.
PNRR MODIFICATO.
Tra le modifiche più rilevanti per le imprese vi è la definizione del Piano transizione 5.0 che, grazie alle risorse a valere sul piano RepowerEu, mette a disposizione un totale di 6,3 miliardi di euro, compreso il pacchetto destinato a incentivare le misure di autoconsumo energetico.
Il Piano sarà destinato a incentivare la transizione energetica dei processi produttivi verso un modello di produzione efficiente dal punto di vista energetico, sostenibile e basato sulle fonti rinnovabili attraverso uno schema di credito d’imposta.
Il testo approvato dalla Commissione contiene una rimodulazione delle misure contenenti nel Pnrr originario, con l’eliminazione degli interventi che rischiavano di non essere ultimati entro la scadenza del 2026, e il reindirizzamento delle risorse relative verso altri strumenti. Si tratta, per lo più, di progetti piccoli che riguardano le opere di rigenerazione urbana dei comuni e il dissesto idrogeologico. Altri sono stati esclusi perché, essendo già avviati rischiavano di non rispettare i criteri di ammissibilità ambientali. Molti altri sono stati modificati: le risorse recuperate sono state riorientate sui progetti che, secondo il governo, garantiscono un impatto più forte sulla crescita economica.
CAPITOLO REPOWERUE.
È un nuovo pacchetto di interventi che si aggiunge alle sei missioni originarie del Piano: digitalizzazione, transizione ecologica, infrastrutture, istruzione, inclusione e salute. È dedicato, in particolare, all’efficientamento e alla riduzione dei consumi energetici.
Vale 11,1 miliardi di euro: circa 8,3 miliardi vengono dal definanziamento dei progetti originari, 2,8 miliardi sono stati aggiunti dalla Ue, sempre sotto forma di prestiti.
Nello specifico, il RepowerEu dell’Italia è costituito da cinque nuove riforme, cinque investimenti scalari basati su misure esistenti e 12 nuovi investimenti per raggiungere l'obiettivo di rendere l’Europa indipendente dai combustibili fossili russi ben prima del 2030. Gli interventi si concentrano sul rafforzamento delle reti di trasmissione e distribuzione dell’elettricità, sulla sicurezza energetica e sull’accelerazione della produzione di energia rinnovabile. Sono previste anche misure per ridurre la domanda di energia, aumentare l’efficienza energetica, creare e rafforzare le competenze necessarie per la transizione verde e promuovere il trasporto sostenibile.
NUOVI PROGETTI.
Nel Pnrr modificato figurano misure volte a rafforzare le riforme chiave in settori quali la giustizia, gli appalti pubblici e il diritto della concorrenza. Inoltre, sono previsti una serie di investimenti che puntano a promuovere la competitività e la resilienza dell’Italia e a promuovere la transizione verde e digitale: riguardano settori come le energie rinnovabili, le filiere verdi e le ferrovie.
Rispetto al testo originale il "nuovo" Pnrr aumenta le risorse destinate a misure che accelerano la transizione green, che passano dal 37,5% al 39,5%. Le riforme agevolano la diffusione delle energie rinnovabili attraverso procedure di autorizzazione più snelle, ridurranno i sussidi dannosi per l’ambiente, faciliteranno la produzione di bio-metano e intensificheranno la fornitura e l’adozione delle competenze necessarie per la transizione verde.
Queste riforme sono integrate da una serie di investimenti nuovi o potenziati orientati ad aumentare l’efficienza, l’affidabilità e la sicurezza della rete elettrica, a incrementare la produzione di idrogeno e a rafforzare la flotta di treni e autobus a emissioni zero.
La revisione del Pnrr riguarda anche le infrastrutture: vengono sfilati, ad esempio, alcuni interventi sulle infrastrutture viarie, ma ci sono 2 miliardi in più per quelle idriche. I progetti eliminati dal Pnrr, fa sapere il governo, saranno comunque finanziati con altre risorse pubbliche e fondi europei. Ma l’esecutivo per ora non aggiunge altro.
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