Imprese in difficoltà, ma c’è chi investe

25 Gennaio 2021

Reggono servizi, tecnologia e istruzione. Male l’agricoltura 

L'Abruzzo cresce, anche se in misura minore rispetto alla media nazionale. 333 imprese in più, secondo le iscrizioni nei registri delle Camere di commercio, con un saldo positivo dello 0,22%, contro lo 0,04% del 2019. Inferiore al trend italiano, che si attesta allo 0,32%. È quanto rileva il sistema Unioncamere-Infocamere sulla natalità e mortalità delle imprese nel 2020. «L’andamento demografico dell’imprenditoria italiana è apparso, lo scorso anno, complessivamente caratterizzato da una diffusa incertezza sull’evoluzione della pandemia», afferma Unioncamere.
CRESCITA MODESTA
Con 6.939 iscrizioni e 6.606 cancellazioni, l'Abruzzo fa registrare una leggera crescita, più evidente rispetto al 2019, nonostante la pandemia. Sono 148.373 le imprese operanti al 31 dicembre 2020. A soffrire di più sono stati i settori dell'agricoltura, con 101 imprese in meno, il commercio, con 775 attività, il manifatturiero (235), i servizi (531), alloggi e ristorazione (-335 imprese) e le costruzioni, 57. Hanno tenuto, invece, i settori scientifico e tecnico, con un aumento di 25 imprese, i servizi finanziari e assicurativi e, soprattutto, quelli di supporto alle imprese con 42 società in più. Bene anche l'istruzione. Dati che collocano l'Abruzzo al penultimo posto tra le regioni del Mezzogiorno per crescita di imprese, ma al quarto posto nella classifica nazionale, se si guarda al Centro-nord l'Abruzzo, dopo la Lombardia, il Trentino Alto Adige e il Lazio.
QUADRO NAZIONALE.
In Italia a fronte di circa 292.000 iscrizioni si sono registrate 273.000 cessazioni al Registro delle imprese nel 2020, sempre secondo i dati Unioncamere. Una crescita di 0.32 punti percentuali rispetto al +0,44% del 2019. «Normalmente le cancellazioni di attività dal registro delle imprese si concentrano nei primi tre mesi dell’anno quando si attendono le maggiori ripercussioni della crisi dovuta alla pandemia», spiega Uniocamere. A fine dicembre 2020 lo stock complessivo delle imprese esistenti ammontava a 6.078.031 unità. Rispetto all’anno precedente la rilevazione Movimprese segnala che le iscrizioni sono diminuite del 17,2%. Parallelamente, le cessazioni hanno fatto segnare un calo del 16,4%.
CAUTELA
La forte contrazione dei flussi di iscrizioni e cancellazioni delle imprese suggerisce, secondo Unioncamere «cautela nella quantificazione delle conseguenze del forzato rallentamento delle attività in molti settori economici. Per stabilire l’entità degli effetti prodotti nel 2020 dalla crisi pandemica sul tessuto imprenditoriale sarà necessario attendere le risultanze del primo trimestre dell’anno in corso. Tradizionalmente, infatti, molte comunicazioni di chiusura dell’attività pervenute al Registro delle Imprese negli ultimi giorni dell’anno vengono statisticamente conteggiate nel nuovo anno».(m.p.)
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