«Impègnati per far vincere l’Abruzzo»

L’invito di D’Alfonso all’ex presidente Di Marco nella sala gremita per il bilancio dei 4 anni in Provincia
PESCARA. «Ti vorrebbero appartato ma tu devi prendere forza da quanto si è fatto, sapendo che il tempo non è finito, e dare uno scacco matto: comportati come se fossi candidato, impegnati anche di più e dimostra quanto sai e sappiamo fare. Facciamo vincere chi adesso sta sul carro della possibile, opportuna vittoria, perché sappiamo che sul tavolo c’è anche il destino dell’Abruzzo. Ma dall’11 febbraio prenderò la bacchetta e la darò sulle mani di tutti quelli che hanno messo in campo astuzia e cattiveria».
Con un lungo e vibrante intervento, della durata di venti minuti, il senatore ed ex presidente della Regione Luciano D’Alfonso assolve l’ex presidente della Provincia Antonio Di Marco proprio alla vigilia dell’interrogatorio per la tragedia di Rigopiano e ribadisce pubblicamente la sua stima e il suo sostegno politico nei confronti del sindaco di Abbateggio che ancora spera in una candidatura tra le file del Partito democratico. Di fronte a centinaia tra sindaci, dirigenti scolastici, amministratori dell’area vestina e dell’hinterland pescarese, curiosi e simpatizzanti, raccolti per l’incontro dedicato al “Racconto dei quattro anni alla guida della Provincia di Pescara”, non a caso nel padiglione del porto turistico di Pescara dove il 22 dicembre scorso Giovanni Legnini ha lanciato la sua candidatura, D’Alfonso ha lanciato un messaggio trasversale al candidato presidente del suo partito: «L’11 febbraio faremo i conti con chi ha furbeggiato su questa vicenda», ha ribadito il senatore Pd una volta sceso dal palco, tra un abbraccio e una stretta di mano con i presenti – tra gli altri il sindaco di Pescara Marco Alessandrini, i segretari cittadino e provinciale del Pd, Moreno Di Pietrantonio ed Enisio Tocco, i consiglieri regionali Maurizio Di Nicola e Alberto Balducci, gli ex parlamentari Gianni Melilla e Gianluca Fusilli – evidenziando più volte valori come “la forza della dignità” e “la consapevolezza della misura di sé” attribuiti a Di Marco.
I giochi per le regionali non sono ancora chiusi e non è stata ancora ufficializzata la rosa degli aspiranti consiglieri che il 10 febbraio si sfideranno alle urne. Ma la ferita di Rigopiano è ancora aperta e sanguinante, al punto che sono diverse le anime del Pd che vorrebbero Di Marco fuori a causa del suo ruolo di indagato. «Non è stato mai contestato», ha precisato D’Alfonso, «per i reati che determinano una caduta dell’eticità: corruzione, concussione, abuso o peculato. C’è un’unica contestazione su quel disastro che farà il cammino che l’ordinamento prevede. Sono convinto che si troverà la maniera per rendere comprensibile la condotta di un presidente di Provincia che nulla poteva fare di più in ragione di quel quadro giuridico di risorse».
A moderare l’incontro, che ha visto gli interventi di Achille Variati (presidente nazionale dell’Unione delle province italiane) e di Grazia Francescato (già parlamentare e presidente Wwf Italia e cittadina onoraria di Abbateggio), è stato l’assessore comunale Marco Presutti. «Per 4 anni sono stato ogni giorno, in modo convinto, presidente della Provincia, e sindaco per 15 anni», ha detto Di Marco snocciolando alcuni numeri: «Nonostante i 75 milioni di euro in meno rispetto alla precedente amministrazione provinciale a causa della riforma, ho ottenuto 54,5 milioni di finanziamenti per le strade provinciali, a fronte di 10, e 35 milioni di euro per le scuole, a fronte di 5. Ho sforato il patto di stabilità a vantaggio di imprese e professionisti, pagando 16 milioni di lavori svolti, venduto immobili provinciali e ridotto i fitti passivi, rimettendo in sesto anche Provincia e ambiente. Questi sono i segni tangibili della mia soddisfazione».

