Imu mai pagata, spunta un debito della Regione di 535mila euro

Svelate le prime carte dell’imposta sugli immobili non riscossa dal Comune dal 2012 fino al 2016 Ma il Movimento 5 Stelle avverte: «Seccia faccia chiarezza su tutti i mancati versamenti del passato»
PESCARA. Cominciano ad uscire fuori le prime carte sulla mancata riscossione dell’Imu da parte del Comune. Ieri, è spuntato un documento dell’Agenzia delle entrate (ex agente della riscossione del Comune) in cui emerge un debito della Regione di 535.250 euro per non aver versato nell’arco di cinque anni, dal 2012 al 2016, l’Imposta municipale unica. Cifra comprensiva di interessi, oneri e diritti di notifica. «Si tratta di importi Imu non versati dalla Regione», spiega l’assessore ai tributi Eugenio Seccia contattato dal Centro, «probabilmente perché è stato aperto un contenzioso. Ma stiamo comunque verificando quello che è successo». Non è escluso, tuttavia, che la Regione abbia già provveduto a saldare il proprio debito.
Si tratta di un primo passo verso la chiarezza invocata a gran voce dal Movimento 5 Stelle nell’ultima settimana, da quando cioè ha denunciato un buco di 30 milioni di euro nei conti del Comune per il mancato pagamento dell’Imu da parte di Regione, Ater, Demanio e scuole private per i loro immobili presenti in città.
IL MAXI DEBITO È una grossa cifra quella che viene indicata nella cartella dell’Agenzia delle entrate e riscossione, notificata all’amministrazione regionale il 21 settembre del 2021. L’ente che ha emesso il ruolo è stato l’Ufficio tributi del Comune di Pescara. Nel documento riservato c’è tutto il dettaglio del debito che parte dal 2012 e arriva al 2016. Per ogni anno vengono indicati alcuni importi per il mancato pagamento dell’Imu, ma non gli immobili cui le cifre si riferiscono. Potrebbero essere riferiti, ad esempio, al complesso sportivo Le Naiadi, ai terreni edificabili come l’ex Cofa e l’ex Fea, ai locali utilizzati dalla Tua come deposito in via Aterno e la biglietteria di corso Vittorio, più tutta una serie di appartamenti e terreni di proprietà.
Fatto sta che nel 2012 la Regione non avrebbe versato l’Imu per i seguenti importi in euro: 46.244, 2.197, 13.873, 6 e 73. Ora, sommando interessi, oneri e diritti di notifica, l’ente dovrebbe dare al Comune per quell’anno 68.197,99 euro. Più alti i debiti negli anni successivi, sempre con interessi e oneri. Per il 2013, la Regione dovrebbe versare 115.055,36 euro; per il 2014, 117.774,78 euro; per il 2015, 117.215,1 euro; per il 2016, 116.964,9 euro.
LE VERIFICHE Ci si chiede, dunque, se questi soldi siano stati già versati o meno. È quello che stanno verificando gli uffici del Comune, al lavoro da giorni per cercare di fare chiarezza dopo la denuncia partita dal Movimento 5 Stelle e dall’interrogazione presentata lunedì scorso durante il consiglio comunale. L’assessore Seccia è convinto che la cifra indicata dai 5 Stelle sia «irreale» e che la mancata riscossione dell’Imu negli anni passati sia una cifra notevolmente inferiore rispetto a quella segnalata. Tra l’altro, l’amministrazione comunale teme che alcuni dati non possano essere divulgati per il diritto alla privacy. «Abbiamo fatto la richiesta al Data protection officer per avere la conferma che i dati possano essere resi noti», ha rivelato Seccia, «questa è una società responsabile della protezione dei dati del Comune di Pescara. Se la risposta sarà positiva, consegneremo tutti i documenti al Movimento 5 Stelle come richiesto, altrimenti no».
LO SCONTRO Ma ieri il vice capogruppo M5S Paolo Sola ha insistito. «Se tutta questa storia fosse una bolla di sapone come sostiene l’amministrazione comunale, basterebbe poco per sgonfiarla», ha affermato, «già le giustificazioni del presidente dell’Ater sono un campanello d’allarme perché sostiene che l’Imu è stato pagato fino al 2012 e dal 2013 in poi? Ora stiamo esaminando tutti i residui attivi nei bilanci del Comune, ci vorrà qualche giorno per verificare quanto l’ente non abbia incassato di Imu in questi anni».
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