Imu, oggi scadono i termini per pagare il primo acconto

16 Giugno 2020

È possibile saldare in unica soluzione oppure versare la seconda rata entro il 16 dicembre A giugno altre scadenze fiscali come versamenti dell’Iva e contributi gestione separata Inps

L'AQUILA. Scade oggi il primo acconto della nuova Imu, l'imposta sugli immobili – fatta eccezione per la prima casa – accorpata, nella legge di bilancio, alla Tasi. Un unico tributo che, a conti fatti, sommerà gli importi delle due vecchie imposte in un'unica tassa. Anche le modalità di pagamento restano le stesse, con la possibilità di pagare solo il primo acconto, e saldare il secondo entro il 16 dicembre, o versare tutto il dovuto in un'unica soluzione. Ma sono diverse le scadenze fiscali previste entro giugno: versamenti dell'Iva e delle ritenute alla fonte, contributi sulle retribuzioni dei lavoratori dipendenti, versamento dei contributi relativi alla gestione separata Inps. Entro il 25 giugno, vanno trasmessi anche gli elenchi Intrastat riepilogativi delle cessioni di beni e prestazioni di servizi.
NUOVA IMU. Il versamento della nuova Imu viene effettuato in due rate: l'acconto, che scade oggi, e la seconda, da versare entro il 16 dicembre, con possibilità di versare l'intero importo in un'unica soluzione, a giugno. In caso di versamento in due rate, a giugno si paga l’imposta dovuta per il primo semestre, utilizzando aliquote e agevolazioni dell’anno precedente, e a dicembre viene effettuato il conguaglio in base a quanto deliberato dal comune di riferimento. L'imposta è dovuta per l’anno in corso e viene calcolata in proporzione alla percentuale e ai mesi dell'anno nei quali si è protratto il possesso. In caso di vendita, il giorno del rogito ricade sull’acquirente, mentre l'imposta del mese del trasferimento della proprietà resta interamente a suo carico nel caso in cui i giorni di possesso risultino uguali a quelli del venditore.
SU COSA SI PAGA. La nuova Imu non è dovuta sulla prima casa, tranne che per gli immobili di lusso. Si paga, invece, sulle seconde case. In caso di nuova costruzione, se il fabbricato deve esser iscritto al catasto e avere la rendita catastale, l’Imu è dovuta a partire dalla data di ultimazione dei lavori di realizzazione o, se precedente, dalla data di utilizzo dell’immobile. Se la casa è di proprietà di più soggetti, ognuno è responsabile del pagamento della propria quota di Imu, calcolata sulla base della sua situazione personale. Pertanto, in caso di comproprietà potrebbero esserci applicazioni diverse dell’Imu su ogni singola quota. In caso di decesso, l'Imu va pagata a nome del defunto fino alla data in cui è venuto a mancare.
QUANTO SI PAGA. Le aliquote dell'Imu sono stabilite dai comuni. Per l’abitazione principale di lusso, l’aliquota base è dello 0,5% che il Comune può azzerare o aumentare al massimo allo 0,6%. L'aliquota di base per i terreni agricoli è pari allo 0,76%, ma i Comuni possono portarla fino all’1,14% in sostituzione della Tasi, annullata da quest'anno. Infine, per le abitazioni locate a canone concordato l'imposta, determinata applicando l'aliquota stabilita dal Comune, è ridotta al 75%. Nel caso di pagamenti in ritardo, entro 14 giorni dalla scadenza la sanzione è dello 0,1% giornaliero, che sale all'1,5% tra il 15esimo e il 30esimo giorno e all'1,67%, tra il 30esimo e il 90esimo. Dopo il 90esimo giorno, ma entro l'anno in cui è stata commessala violazione, la sanzione sale al 3,75%. Oltre questo termine si arriva al 30%.
ALTRE SCADENZE. Entro oggi vanno versati anche la liquidazione Iva, relativa al mese di maggio, da parte dei contribuenti mensili, il versamento delle ritenute alla fonte da effettuare con modello F24, il pagamento dei contributi dovuti sulle retribuzioni dei lavoratori dipendenti, il versamento da parte dei soggetti committenti dei contributi relativi alla gestione separata Inps. Entro il 25 giugno vanno inviati gli elenchi Intrastat sulle cessioni di beni e prestazioni di servizi nei confronti di soggetti Ue. Per le scadenze fiscali, il termine della dichiarazione Iva è stato prorogato, dal decreto Cura Italia, al 30 giugno. Si dovranno versare anche il saldo Iva 2019 o la prima rata, in caso di rateizzazione, per i contribuenti che non hanno effettuato il pagamento: la maggiorazione prevista è dello 0,40% per ogni mese di ritardo.
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