In 231 contro le nuove antenne 5G

Il comitato chiede di dire no, in via preventiva, alla nuova tecnologia
PESCARA. Duecentotrentuno firme contro l’installazione degli impianti di telefonia 5G sul territorio cittadino. La petizione è stata consegnata al Comune dal comitato promotore dell’iniziativa, guidato da Daniele De Patre. La raccolta firme, indirizzata al sindaco Carlo Masci, è stata accompagnata dalle motivazioni che hanno spinto i pescaresi a firmare il documento nel quale viene spiegato che «su tutto il territorio di Pescara ci sono già 135 impianti, e che i vari operatori telefonici hanno fatto richiesta per 45 nuovi impianti 4G, oltre alla società Iliad che deve realizzare una rete ex novo».
«A oggi», scrive De Patre, «non ci sono richieste per impianti 5G, né potrebbero esserci, visto che per legge non potranno entrare in funzione se non dal 1° luglio 2022. Le società hanno chiesto la possibilità di insediarsi su 78 localizzazioni, che la Polab (la società incaricata dei monitoraggi ndc), ha ridotto a 25 possibili soluzioni nel rispetto dei programmi di sviluppo, tenendo conto del tetto di rispetto normativo dei campi elettromagnetici».
«Avrei auspicato da parte del Comune di Pescara», sottolinea De Patre, «un atto ufficiale di contrarietà al 5G, applicando il principio precauzionale sancito dall’Unione Europea. Così è stato fatto da 27 comuni abruzzesi, gli ultimissimi, Cappelle sul Tavo e Bellante. Al momento in Italia sono oltre 590 le amministrazioni ad aver espresso parere non favorevole a questa tecnologia, Catania, Firenze, Foggia, Frosinone, Livorno, Teramo, Torino, Messina, Piacenza, Ragusa, Vicenza».
Il comitato cittadino avanza all’amministrazione comunale la richiesta di «non permettere l’installazione di antenne e ripetitori per la rete 5G, ma anche di altre reti, 4G, 3G, 2G», la «negazione dei permessi all’abbattimento di alberi considerati d'intralcio per la rete 5G e un’attenta valutazione di ogni richiesta di potenziamento delle attuali infrastrutture, al fine di minimizzare il rischio sanitario». Secondo il comitato promotore della petizione, avviata a luglio, sarebbero alti, per la popolazione, i rischi derivanti dalle onde elettromagnetiche emesse da questi impianti di ultima generazione.
«Molti studi sperimentali recentissimi e meno recenti», spiega De Patre, «dimostrano che l’esposizione a onde millimetriche può alterare l’espressione genica, l’espressione proteica nella cute umana, stimolare la proliferazione cellulare e anche alterare le funzioni della membrane citoplasmatica. Non entro nel merito dei suddetti studi. Però, tra chi non presenta alcun documento che dia garanzie in termini di salute, e chi invece presenta studi che dicono di fare attenzione, ci sono i cittadini hanno diritto di tutelare la loro salute». (c.co.)

