In 50 manifestano per i senegalesi

22 Luglio 2017

Insulti agli amministratori sotto al Comune. Cozzi: ingrati e incivili

MONTESILVANO. E’ frattura netta, ormai, tra la comunità senegalese sgomberata due mesi fa dal “ghetto” di via Ariosto e l’amministrazione comunale. Ieri mattina un corteo composto da una cinquantina di persone, di cui una ventina di senegalesi e i rimanenti italiani, hanno sfilato dal lungomare fino in piazza Diaz con megafoni e striscioni che recitavano “No agli sgomberi” e “Basta case senza persone, basta persone senza case”. Il corteo, partito con un’ora di ritardo, è arrivato sotto al Comune dove diverse persone hanno preso la parola, spesso arrivando anche a rivolgere offese pesanti all’indirizzo del sindaco Francesco Maragno, di alcuni consiglieri come Manola Musa e Anthony Aliano e di Marco Forconi del comitato #RiprendiamociMontesilvano. I toni della manifestazione, tenuta sotto controllo da decine tra carabinieri e vigili urbani, non sono piaciuti all’amministrazione. «Abbiamo accordato fin dall’inizio piena fiducia nei confronti di tutti i rappresentanti della comunità senegalese, offrendo collaborazione e accoglienza nelle strutture alberghiere. Tuttavia non siamo stati ripagati con la stessa moneta», commenta l’assessore Valter Cozzi ricordando la disponibilità di soluzioni temporanee offerte ai senegalesi all’indomani degli sgomberi. «Alcune delle persone che sono state ospitate per diversi giorni hanno avuto atteggiamenti di assoluta inciviltà», dice, «causando numerosi problemi al personale impegnato nella gestione della struttura alberghiera e disturbo agli ospiti. Non sono mancati danni materiali, per i quali peraltro dovrà essere l’Ente e quindi la comunità montesilvanese a farsene carico; atteggiamenti dissoluti e imbarazzanti, ulteriormente aggravati dall’abuso di alcool e di sostanze stupefacenti. Questo scenario degradante e non degno di un popolo pacifico, lavoratore e che merita il massimo della stima, è riportato per iscritto in una relazione puntuale che ci è stata consegnata dal personale della struttura ospitante». Cozzi annuncia infine che «alla luce delle deludenti risposte e degli atteggiamenti niente affatto collaborativi di un gruppo ristretto di senegalesi, ci troviamo costretti a rivedere i rapporti con quella parte di loro che pretendono dall’Ente una totale assistenza confondendo il Comune per un’agenzia immobiliare». Intanto Forconi e Aliano, offesi durante la manifestazione, fanno sapere che non passeranno per le vie legali. (a.l.)
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