In 500 per dire no all’impianto a biometano

Loreto Aprutino. Ieri sera, alla nutrita assemblea pubblica, anche agronomi, medici e viticoltori
LORETO APRUTINO. È stato un incontro partecipato e sentito quello che si è tenuto ieri sera al cinema di Loreto Aprutino. Un incontro organizzato per discutere della possibilità o meno di realizzare un impianto a biometano in località Cartiera. Sala piena e oltre 500 persone ad assistere al dibattito.
«Crediamo che questo tipo di struttura sia incompatibile con il nostro contesto, con le nostre tradizioni agricole e vitivinicole, con la nostra cultura e con la salute dei cittadini», ha detto la presidentessa del comitato “Difendiamo Loreto” Antonella Di Tonno e titolare della cantina Tenute Talamonti, «le decisioni devono essere condivise. C’è bisogno d’informazione affinché certe decisioni siano prese democraticamente. Andrebbero tutelate le nostre eccellenze: l’impianto sorgerebbe a cento metri da dove si trova il terreno dove è nata la prima dop dell’olio riconosciuta in Italia».
«Siamo qui per dire ad alta voce no a questo impianto», ha detto ancora la presidentessa del comitato di protesta, «si vuole realizzare una struttura grande la metà di quello che si occupa delle province di Modena e Bologna. Un impianto del genere non è la soluzione ai nostri rifiuti».
Il comitato ha chiamato ad avvalorare le perplessità dei loretesi sull’impianto il chirurgo oncologo Ettore Cianchetti; Piero Di Carlo, professore della D’Annunzio e fisico dell’atmosfera; Giuseppina Ranalli, ingegnere chimico; il biologo e responsabile scientifico della riserva naturale di Penne, Osvaldo Locasciulli; Giorgio D’Orazio, esperto viticoltura di Loreto Aprutino; Pierluigi Cocchini di Slow Food e Gabriele Valentini, ricercatore agronomo e professore nella scuola di Luigi Veronelli.
Il comitato, composto nel suo direttivo da aziende vitivinicole e da liberi cittadini, ha raccolto in pochi giorni oltre 800 firme per dire no alla realizzazione dell’impianto a biometano in località Cartiera.
«Nel protocollo ho preteso che venisse istituito un polo di ricerca universitaria nel nostro territorio», ha spiegato il sindaco di Loreto Gabriele Starinieri, «autorizzare l’eventuale impianto è compito della Regione Abruzzo, e finora non c’è niente di definitivo: si sta solo proponendo una progettualità. Non può essere da solo il Comune di Loreto a decidere», ha aggiunto il primo cittadino, «chiedo che gli enti superiori, Provincia e Regione, si esprimano a riguardo. Io sono favorevole ad un biodigestore a Loreto. Mi auguro che questo movimento che si sta creando», ha sottolineato Starinieri, «trovi le soluzioni per risolvere il problema rifiuti, un problema reale e che ci riguarda. I costi sono elevati».(f.bel.)
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