In Abruzzo 439mila indecisi: sono i cittadini da convincere

7 Settembre 2022

Le proposte di 8 candidati per riconquistare l’ampia fetta di chi non andrà ai seggi

PESCARA. A decidere saranno gli indecisi. Anche i giochi di parole servono, come nel caso del voto del 25 settembre in Abruzzo dove il popolo degli astensionisti è rappresentato da 439mila cittadini. Una platea record su cui puntano i partiti per ribaltare i pronostici. Da un lato c’è un sistema elettorale, “Rosatellum”, che dà la certezza di essere eletti a 9 parlamentari sui 13 che spettano all’Abruzzo.
E dall’altro ci sono, tra Camera e Senato, quattro posizioni ancora aperte – in misura diversa – sulle quali si concentra la campagna elettorale di almeno 8 candidati interessati. In mezzo c’è la fetta enorme di scontenti e indecisi della politica: il 42% di un corpo elettorale di 1.211.204 abruzzesi. Abbiamo chiesto agli 8 candidati di provare a riconquistarli con idee per l’Abruzzo. E lo hanno fatto. Sono la teramana Stefania Di Padova che punta a far scattare il secondo seggio per il Pd alla Camera; Nazario Pagano, coordinatore di Forza Italia, che deve erodere i voti del Pd per consolidare la sua posizione; Daniela Torto, M5S, che non vuole correre rischi e Maurizio Acerbo che, a sorpresa, se Unione Polare dovesse superare il 3%, potrebbe conquistare un seggio. Al Senato troviamo Lorenzo Sospiri che ha una sfida come obiettivo: soffiare il posto al leghista Vincenzo D’Incecco che quindi deve blindare la sua posizione. Infine Camillo D’Alessandro (Iv-Azione) e Gabriella Di Girolamo, che puntano alla rimonta. Cosa dicono agli indecisi?
STEFANIA DI PADOVA
PARTiTO DEMOCRATICO.
«La nostra priorità è il lavoro. È inaccettabile che un lavoratore o una lavoratrice su quattro e l’11% delle famiglie in Abruzzo siano sotto la soglia di povertà. Metà degli under 35 percepisce meno di 1.000 euro al mese. Occorre una legge sul salario minimo legale e un Reddito di cittadinanza collegato meglio alle politiche attive, con centri per l’impiego più efficaci. I giovani hanno diritto a stage retribuiti e a non essere più precari. Per l’Abruzzo bisogna utilizzare presto e bene oltre 3 miliardi del Pnrr, puntare sullo sviluppo sostenibile e sulle rinnovabili anche per abbassare il costo dell’energia, migliorare ma proseguire con il Superbonus 110%, accompagnare le nostre industrie nella transizione ecologica e digitale senza lasciare nessuno indietro. Per questo bisogna conoscere a fondo la nostra regione: impossibile per i troppi catapultati dalle destre».
NAZARIO PAGANO
FORZA ITALIA.
«L’impegno di Forza Italia per i giovani è sempre stato quello di creare nuove opportunità di lavoro vero, piuttosto che sussidi che possono aiutare alla sopravvivenza ma non alla crescita, all’autonomia e alla realizzazione completa dell’individuo. Nelle prossime elezioni i sondaggi danno per certa la vittoria del centrodestra, per questo il mio appello più sentito ai giovani che si riconoscono nei valori moderati, liberali ed europei è di non disperdere il proprio voto in forze politiche che, come abbiamo visto in Abruzzo, arrivano a promettere letteralmente la luna, con l’alibi pronto di non poter far nulla perché all’opposizione. Forza Italia per l’Abruzzo dimostrerà lo stesso impegno, concretezza e capacità che ha dimostrato nella ricostruzione dell’Aquila che, grazie ad una legge approvata dal Governo Berlusconi 12 anni fa, non solo oggi è in gran parte ricostruita ma è diventata un’attrattiva turistica battendo quest’anno il record storico di presenze».
DANIELA TORTO
MOVIMENTO 5 STELLE.
«La situazione della sanità abruzzese è davvero preoccupante. File interminabili nei pronto soccorso, disservizi, liste d’attesa per esami diagnostici. Bisogna rafforzare la medicina territoriale e questo potrà essere fatto grazie ai fondi del Pnrr. Per la prima volta abbiamo un’occasione straordinaria per potenziare i servizi ospedalieri e dare ai cittadini quelle infrastrutture che meritano e attendono da anni con i soldi ottenuti dal presidente Conte in Europa, che ora la Regione Abruzzo ha il dovere di spendere. Oltre ai fondi però, c’è bisogno di organizzazione. Prendiamo il caso di Chieti dove è rimasto un solo distretto sanitario di base dopo la chiusura del distretto di Chieti Scalo, presidio fondamentale soprattutto per anziani e soggetti più fragili».
MAURIZIO ACERBO
UNIONE POPOLARE.
«L’Abruzzo deve diventare sul serio regione verde d’Europa e i giovani non devono più essere costretti a emigrare. Ecologia e giustizia sociale. Noi proponiamo di finanziare con una maggiore tassazione dell’1% dei più ricchi l’assunzione di 1.000.000 persone nel pubblico e di finanziare un’economia fondata sulla riconversione ecologica. Basta cementificazione che deturpa la bellezza dei nostri territori. Bisogna bloccare tentativi di rilanciare progetti di petrolizzazione come Ombrina, bisogna fermare la centrale Snam nella Valle Peligna dato che tutti i partiti dalla destra a Pd e M5S hanno tradito popolazione e bonificare i siti contaminati a partire da Bussi che è in ritardo a causa degli errori del governo Conte».
LORENZO SOSPIRI
FORZA ITALIA.
«L’Abruzzo ha tre grandi priorità sulle quali dal prossimo 26 settembre, come nuovo Governo del Paese, dovremo lavorare per ricostruire un tessuto economico solido, affidabile e soprattutto per restituire fiducia al mondo produttivo: rilancio dell’occupazione, non solo quella giovanile, ma puntando anche al reinserimento lavorativo di chi negli ultimi anni ha perso la propria posizione; sostegno pieno alle imprese, che rappresentano le fondamenta su cui poggia l’economia regionale. E poi l’adozione di quei provvedimenti normativi utili a superare le criticità che oggi bloccano il Superbonus 110%, che è una risorsa straordinaria per le imprese, per i professionisti e i tecnici. Ma il nuovo Governo dovrà rimuovere alcuni ostacoli che hanno congelato le procedure di cessione del credito che vanno velocizzate se non vogliamo rischiare il fallimento di mille imprese».
VINCENZO D’INCECCO
LEGA ABRUZZO.
«Subito scostamento di bilancio per abbassare i costi dell’energia. Famiglie e imprese sono stremate da autentici salassi causati da aumenti fino al 600%. Poi, la pace fiscale: non si possono tollerare, dopo circa tre anni di pandemia e con la guerra in atto, milioni di cartelle esattoriali.
Mai come in questo ultimo periodo, nel fare politica tra la gente, emerge nel nostro Abruzzo che la povertà continua ad ampliare i propri confini. Quindi accanto a misure di emergenza bisogna promuovere sviluppo, occupazione e riforme. La Lega punta soprattutto sulla Flatax, la tassa unica al 15%. Gli asset, oltre agli sgravi per generare nuova occupazione, sono rappresentati da turismo e innovazione per rendere ancora più appetibile il marchio Abruzzo».
GABRIELLA DI GIROLAMO
MOVIMENTO 5 STELLE.
«Le strade provinciali del nostro Abruzzo sono disastrate e creano numerosi problemi nei collegamenti per i centri interni. All’Abruzzo sono stati assegnati oltre 130 milioni. Grazie a questi fondi potranno finalmente partire lavori che i cittadini attendono da tempo, a patto che la Regione non sia inerte e metta in moto la macchina amministrativa. In questo discorso rientrano ovviamente tutte le infrastrutture, dalle ferrovie ai porti, passando per le autostrade. Bisogna investire per dare agli abruzzesi collegamenti più rapidi e sicuri, come nel caso della ferrovia Pescara-Roma e delle due autostrade A24 e A25».
CAMILLO D’ALESSANDRO
ITALIA VIVA- AZIONE.
«La parola d'ordine è giovani. Loro sono gli abbandonati dagli egoistici calcoli delle campagne elettorali dei partiti. Giovani significa diritto al futuro, a realizzare il proprio progetto di vita in Abruzzo e a non essere costretti ad una nuova emigrazione, ad abbandoni scolastici ed universitari. Giovani significa lavoro, impresa, casa, trasporti, scuola, nuovi bisogni formativi, competenze digitali, conoscenza delle lingue, accesso al credito. Propongo un patto generazionale: ai giovani chiedo quale è il vostro progetto? Di cosa avete bisogno in Abruzzo? Potrete realizzarlo ad una condizione: formarsi (scuola, università, tirocini) e, dal giorno dopo, non sarete più soli. Prendere l’ascensore e per non rimanere con un sussidio negli scantinati della società».