In Abruzzo i contagi tornano a calare

6 Maggio 2022

In una settimana 3.500 casi in meno (-23%). Grimaldi: «È un primo segnale, ma è presto per abbassare la guardia»

Quasi 3.500 casi in meno in una settimana. Un numero, questo – per certi versi inatteso – che segna l’inequivocabile inversione di tendenza dei contagi in Abruzzo, proprio a ridosso della fine di gran parte delle restrizioni. La regione resta comunque quella con incidenza più alta in Italia – anche se in calo – con 895 casi settimanali ogni centomila abitanti. Negli ultimi sette giorni è in leggera discesa anche il numero dei pazienti ricoverati e delle vittime.
«Sicuramente da qualche giorno stiamo registrando un primo segnale di calo degli indicatori. Anche in reparto ora cominciamo a vedere qualche posto libero»: così conferma il trend il primario del reparto di Malattie infettive dell’Aquila Alessandro Grimaldi, continuando: «Si spera che ci sia un seguito e che il mese di maggio ci porti a una vera e propria riduzione, come avvenuto nei due anni precedenti in questo periodo. Però è ancora presto per fare previsioni e per abbassare la guardia». Quindi l’appello: «Al momento le complicanze gravi colpiscono soprattutto anziani non vaccinati o con altre patologie. Per questo mi appello a loro: tutti devono arrivare a ricevere la terza dose del vaccino, mentre i fragili, soprattutto gli over 80, devono ricevere anche la quarta dose. In generale, anche se le restrizioni sono state allentate, ricordo che la mascherina è l’unico modo per ridurre davvero le possibilità di contagiarsi e che anche chi non è fragile può andare incontro a conseguenze in caso di infezione, come il long Covid». Poi sul futuro: «Il virus sembra aver imboccato la strada che lo porta a diventare sempre più contagioso ma meno aggressivo e ora colpisce prevalentemente le vie aree superiori provocando poche polmoniti. Non sappiamo che scenario avremo in autunno, dobbiamo sperare che non arrivino nuove mutazioni sfavorevoli. Nel frattempo la rete sanitaria deve passare dall’emergenza alla convivenza con il virus: anche per questo in Abruzzo si sta già lavorando per una riorganizzazione dell’assistenza ai positivi».
LA FRENATA DEI CONTAGI
Negli ultimi sette giorni i contagi in Abruzzo sono stati 11.582. Nei sette giorni precedenti erano stati invece 15.001. Il calo è di 3.419 casi, che vale una discesa di quasi il 23%. Nelle settimane indietro 13.373 e 13.040. Dopo la lunga impennata dovuta al dilagare della variante Omicron 2, che ha raggiunto il suo picco proprio nella settimana tra il 22 e il 28 aprile, quindi, i dati mostrano una brusca frenata e le prime avvisaglie di una discesa.
IL CALO DI RICOVERI E VITTIME
Si mostrano in calo anche i dati sulle complicanze del Covid in regione, seppure in maniera meno pronunciata. Innanzitutto infatti è rimasto stabile il numero dei pazienti ricoverati nei reparti ordinari degli ospedali abruzzesi: 316 sia quelli segnalati ieri che quelli di giovedì 28 aprile. Il dato dei pazienti più gravi, quelli in terapia intensiva, è invece passato in una settimana da 10 a 9. Più marcata la discesa dei decessi: nella settimana precedente il picco di aprile con 32 vittime, negli ultimi sette giorni sono stati invece 25.
IL BOLLETTINO DI IERI
Il bollettino regionale di ieri riporta altri 1.693 contagi in Abruzzo, individuati attraverso 3.535 tamponi molecolari e 8.034 antigenici: il tasso di positività dei test è stato del 14,63%. Al netto dei 1.972 nuovi guariti, scende anche il numero degli abruzzesi attualmente positivi: ora sono 56.342. Di questi, appunto, sono 316 quelli ricoverati nei reparti ordinari (-10 in 24 ore) e 9 in terapia intensiva (-2). Il bollettino di ieri riporta però altre quattro vittime del Covid, che portano il tragico conto a 3.233. Si tratta di una 69enne di Manoppello, di una 84enne di Lucoli e di una 90enne di Giulianova, mentre un altro decesso risale ai giorni scorsi.