In Abruzzo si nasce meno che in Italia

Nel 2017 sono venuti al mondo 9.455 neonati il 7,2 per mille abitanti. Aumenta a 33 anni l’età media delle mamme
PESCARA. In Abruzzo nascono sempre meno bambini, anche rispetto alla media nazionale, e da donne che tendono a spostare sempre più avanti negli anni l’appuntamento con la maternità. È il quadro che emerge dal secondo rapporto “Nascere in Abruzzo”, appena pubblicato dall’Agenzia sanitaria regionale, diretta da Alfonso Mascitelli. Lo studio prende come punto di riferimento l’arco temporale che si snoda dal 2007 al 2017. Dieci anni di vita abruzzese, otto dei quali attraversati da tre terremoti; eventi che non possono non aver modificato tessuto sociale, economico, andamento demografico, stile di vita, politiche di programmazione sanitaria a territoriale.
I FIGLI. In dieci anni il tasso di natalità per mille abitanti è andato progressivamente riducendosi, passando dall’8,8 del 2007 al 7,2 del 2017. In Italia era del 9,7 per mille, ma dieci anni dopo è passato a 7,6. In Abruzzo, come fa notare lo studio curato, oltre che da Mascitelli, dal data manager Vito Di Candia, nel 2017 sono nati 9.455 bambini (a fronte di 9,73 parti) nei 9 punti nascita distribuiti sul territorio regionale, e che rispetto al 2015 si sono ridotti di tre unità in seguito al riordino della rete perinatale. Degli oltre 9mila bambini, 5.207 (pari al 54,4%) sono venuti al mondo nei tre presidi di secondo livello (968 all’Aquila, 2.418 a Pescara, 1.821 a Chieti). Si tratta di strutture dotate di unità di terapia intensiva neonatale. Se a questi numeri aggiungiamo i 995 bambini nati ad Avezzano (punto di secondo livello), si arriva a oltre il 75% del totale della nascite registrate in Abruzzo.
LE MAMME. La società si muove, i paradigmi del passato cambiano, e questo è un dato di fatto dal quale non si può prescindere neanche a livello statistico se si vuole affrontare seriamente l’argomento, sempre che non si preferisca arroccarsi su posizioni ideologiche di retroguardia. Guardando in faccia la realtà si scopre che le donne posticipano la maternità per tanti motivi che non dipendono solo dalla volontà di mettere al mondo un figlio, e l’età media di coloro che fanno il “grande passo” aumenta. In Abruzzo, con l’asticella che raggiunge la soglia dei 33 anni, la media è ancora più alta di quella nazionale (che si attesta a 31,8, come rileva l’ultimo dato Istat). Disaggregando il dato si scopre che all'Aquila, Pescara e Lanciano in media le donne partoriscono a 33 anni, a 34 a Chieti, e a 32 negli altri punti nascita.
LA NAZIONALITÀ. In dieci anni sono aumentate dell’8% (passando dal 10 a poco meno del 18%) le donne straniere che hanno partorito in Abruzzo, con valori ancora una volta inferiori rispetto al Nord Italia che presenta tassi migratori più sostenuti. Le italiane, tuttavia, pur tra mille difficoltà continuano a mantenere la barra, con il loro 82,22% di parti avvenuti in regione. Tra le straniere a prevalere sono le donne romene (4,25), seguite dalle albanesi (2,67), dalle donne del Marocco (2,36). Tutte le altre nazionalità sono poco rappresentate, con percentuali che vanno dallo 0,88% della Macedonia allo 0,1 della Bielorussia, passando dallo 0,37 del Senegal. Percentuali indicative anche della composizione di genere tra le varie comunità rappresentate.
LA SICUREZZA. Secondo lo studio dell’Agenzia sanitaria regionale, il processo riorganizzativo «ha reso qualitativamente più sicuro e appropriato l’evento nascita. Considerando, infatti, come indicatore di esito clinico il tasso di mortalità nel primo mese di vita, secondo gli ultimi dati Istat disponibili e aggiornati al 2015 la regione Abruzzo ha registrato una notevole riduzione della mortalità», che è passata da 2,1 per mille (ma la media nazionale era dell’1,58) all’1,66 del 2015 (in Italia era dell’1,27).
IL CESAREO. Nel 2017 il 34,9% dei nati è stato assistito al parto con taglio cesareo, in calo rispetto all’anno 2015 quando era del 36,9%). Un dato, tuttavia, ancora troppo elevato rispetto al dato italiano, che sempre nel 2017 si è attestato intorno al 25%.
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